San giovanni in persiceto (BO)

Acqua rossa nel canale San Giovanni, accertamenti in corso

Prelievi di Arpa, Forestali e Consorzio Burana per chiarire l’origine della colorazione.

Il canale San Giovanni si è tinto di rosso nella mattinata di domenica 4 ottobre, con la presenza anche di un odore forte. La colorazione è stata rilevata a partire dalla zona di Manzolino, nel territorio di San Giovanni in Persiceto, e ha interessato il corso d’acqua soprattutto verso valle.

Il fenomeno è stato confermato dal Comune, che ha attivato gli accertamenti per individuarne l’origine. Sul posto sono intervenuti Arpa, i Carabinieri forestali e il Consorzio di Bonifica Burana. Gli enti hanno effettuato una serie di prelievi sull’acqua, necessari per verificare la natura della colorazione e stabilire se vi siano responsabilità legate a eventuali scarichi.

Le verifiche sull’acqua

Al momento la colorazione risulta attenuata e permane soprattutto nel tratto a valle di San Giovanni in Persiceto. L’amministrazione comunale ha precisato che sarà possibile comprendere l’origine del fenomeno soltanto dopo l’analisi dei campioni raccolti. Tra le ipotesi considerate ci sono sia un fenomeno naturale sia un possibile caso di inquinamento da scarico abusivo.

Gli accertamenti dovranno quindi chiarire se la tinta rossastra sia riconducibile alla presenza di sostanze provenienti dall’esterno oppure a condizioni già presenti nel sistema idrico. Per ora non sono stati comunicati gli esiti delle analisi e non è stata individuata una causa definitiva.

I precedenti e l’ipotesi naturale

Non si tratta della prima segnalazione di questo tipo nell’area. In un documento dedicato alle colorazioni anomale dei corpi idrici superficiali, Arpae ha ricordato precedenti accertamenti svolti anche a San Giovanni in Persiceto. L’agenzia ha esaminato il ruolo delle caratteristiche idrodinamiche dell’acquifero nella provincia di Bologna.

Secondo quanto riportato nel documento, nelle acque sotterranee possono essere presenti concentrazioni significative di ferro, in particolare nelle zone in cui l’acquifero è confinato. Al variare delle condizioni ossidoriducenti, i minerali di ferro o manganese naturalmente presenti nelle rocce e nei sedimenti possono mobilizzarsi. Una simile dinamica potrebbe spiegare la colorazione osservata, ma l’ipotesi dovrà essere verificata attraverso i risultati dei prelievi.

Le analisi di Arpa, insieme agli accertamenti dei Carabinieri forestali e del Consorzio di Bonifica Burana, dovranno dunque stabilire se si tratti di un fenomeno di origine naturale o di una contaminazione provocata da uno scarico. Solo al termine delle verifiche sarà possibile definire con precisione la causa dell’alterazione rilevata nel canale.