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Udito sotto controllo: i segnali da non ignorare

Come riconoscere i primi sintomi della perdita uditiva e intervenire in tempo

Udito sotto controllo: i segnali da non ignorare

Prendersi cura del proprio udito è fondamentale, eppure spesso si tende a sottovalutare i segnali che indicano un possibile calo della capacità uditiva. In Italia, oltre 7 milioni di persone soffrono di ipoacusia, posizionando il Paese tra i primi in Europa per perdita dell’udito, una condizione frequentemente legata all’invecchiamento. La perdita viene definita “invalidante” sopra i 35 decibel, mentre una soglia considerata normale si colloca tra 0 e 25 decibel. Nonostante ciò, circa il 60% degli ipoacusici non utilizza apparecchi acustici.

I segnali nella vita quotidiana

Capire se l’udito sta cambiando non è sempre immediato. I primi segnali si presentano spesso in modo graduale e poco evidente, insinuandosi nella quotidianità. Tra i campanelli d’allarme più comuni c’è la difficoltà a seguire le conversazioni, soprattutto in ambienti rumorosi. Può capitare di chiedere frequentemente agli altri di ripetere o di percepire le parole come ovattate. Quando questa situazione si ripete con costanza, non va ignorata.

Il volume troppo alto

Un altro segnale significativo è la tendenza ad alzare il volume della televisione o della radio oltre il necessario. Spesso sono i familiari a notarlo per primi, disturbati da un livello sonoro che per chi ascolta appare invece normale. Anche questo comportamento può indicare una riduzione della capacità uditiva.

Difficoltà con i suoni acuti

La perdita dell’udito può manifestarsi anche con una minore percezione dei suoni più acuti. Le voci femminili o dei bambini, ad esempio, possono risultare meno chiare rispetto al passato. Allo stesso modo, si possono verificare difficoltà nel distinguere parole simili, con conseguenti fraintendimenti nelle conversazioni quotidiane.

Acufeni e altri sintomi

Non meno rilevante è la presenza di ronzii o fischi nelle orecchie, fenomeno noto come acufene. Anche se sporadico, rappresenta un segnale da non trascurare, soprattutto se tende a ripresentarsi o a diventare persistente. In alcuni casi, i disturbi dell’udito si accompagnano a una sensazione di ovattamento o a lievi capogiri e problemi di equilibrio, sintomi che possono incidere anche sulla sicurezza nella vita quotidiana.

Il rischio di rimandare

Il pericolo maggiore è quello di abituarsi a queste difficoltà, rinviando il controllo specialistico. Intervenire tempestivamente consente invece di affrontare il problema in modo più efficace e di limitarne l’impatto sulla qualità della vita.

Prevenzione e controlli periodici

La prevenzione gioca un ruolo chiave. Sottoporsi a un controllo dell’udito è semplice, non invasivo e richiede poco tempo. Effettuare visite periodiche, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di fattori di rischio come l’esposizione a rumori intensi, permette di monitorare la situazione e intervenire tempestivamente.