Il pool televisivo che segue a rotazione gli appuntamenti del presidente degli Stati Uniti ha deciso di non garantire più la copertura degli eventi di Donald Trump, dopo l’esclusione della Cnn, di Ms Now e di Politico dagli accessi alla Casa Bianca. La decisione è stata comunicata via email da Bryan Boughton, giornalista di Fox News e attuale presidente del gruppo di emittenti.
La scelta arriva dopo che Trump ha impedito alla Cnn di seguire i suoi appuntamenti di lunedì, compreso quello previsto all’Assemblea generale dell’Onu a New York. Secondo l’accordo in vigore da anni, Abc, Cbs, Cnn, Fox News e Nbc si alternano nel seguire il presidente e nel fornire immagini in diretta alle altre televisioni. La Cnn sarebbe stata l’emittente designata per accompagnare Trump il 21 settembre.
Il pool non sostituirà la Cnn
Nessuna delle altre reti si è fatta avanti per rimpiazzare l’emittente esclusa. Per questo, gli appuntamenti presidenziali previsti nella giornata indicata resteranno senza la consueta copertura televisiva del pool. Le emittenti hanno spiegato che il pubblico ha un interesse rilevante a ricevere informazioni accurate e indipendenti sul governo e hanno contestato la possibilità che un’amministrazione limiti l’attività di una testata in ragione del suo lavoro giornalistico.
Il gruppo ha precisato che continuerà comunque a seguire regolarmente gli eventi non presidenziali, tra cui le attività del Congresso, gli appuntamenti con personalità di rilievo e alcuni eventi selezionati a Washington e in altre località degli Stati Uniti. La sospensione riguarda quindi la copertura degli impegni presidenziali organizzata attraverso il sistema di rotazione, non l’intera attività delle reti.
Il ricorso davanti al tribunale federale
Nel frattempo Cnn, Ms Now e Politico hanno avviato una causa contro la Casa Bianca per ottenere il ripristino dell’accesso. Le testate hanno annunciato un ricorso fondato sul Primo Emendamento, che tutela la libertà di stampa, e la richiesta sarà esaminata da un giudice federale del tribunale distrettuale di Washington D.C. Le prime udienze potrebbero tenersi già nel corso della settimana.
Secondo i ricorrenti, l’esclusione sarebbe stata adottata senza preavviso né possibilità di replica e violerebbe anche il Quinto Emendamento, con riferimento al diritto di proprietà e al giusto processo. La domanda presentata al tribunale chiede una pronuncia rapida sull’incostituzionalità del divieto e il ripristino immediato degli accessi alla sede presidenziale.
Le testate sostengono inoltre che il provvedimento stia limitando in modo significativo la possibilità di seguire le attività della Casa Bianca e possa produrre un effetto dissuasivo su altre redazioni. Il timore è che eventuali coperture giudicate non sufficientemente favorevoli dal presidente possano esporre altre organizzazioni giornalistiche alla stessa misura. La causa riconosce che la giurisprudenza consente alla Casa Bianca di regolare l’accesso dei giornalisti all’edificio, ma sostiene che tali restrizioni non possano dipendere dal contenuto o dall’orientamento degli articoli.
Trump ha respinto l’accusa di voler colpire la stampa libera. In un messaggio pubblicato sul social Truth ha affermato di avere a cuore quel valore e ha sostenuto che l’obiettivo sarebbe contrastare le cosiddette fake news, descritte come una minaccia per la sicurezza nazionale. Il confronto tra l’amministrazione e le testate si sposta ora sul piano giudiziario, mentre resta aperta la questione della copertura degli appuntamenti presidenziali affidati al pool televisivo.