Trump: “Avrebbero già la bomba se non avessi fermato accordi di Obama su nucleare iraniano”
Il presidente rivendica l’uscita dal patto del 2015 e accusa Teheran di aver continuato il programma atomico nonostante gli avvertimenti
03/03/2026 alle 11:13
Nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca, Donald Trump è tornato a difendere la decisione di ritirare gli Stati Uniti dall’intesa sul nucleare iraniano firmata nel 2015 da Obama. Il presidente ha sostenuto che senza quello strappo Teheran avrebbe già sviluppato un’arma atomica, definendo il precedente accordo pericoloso per la sicurezza americana.
Trump contro l’accordo di Obama con l’Iran
Parlando ai giornalisti a Washington, Trump ha rivendicato la scelta compiuta nel 2018 di uscire dall’intesa raggiunta sotto la presidenza di Barack Obama.
“Sono orgoglioso di essere uscito dall’accordoorribile sottoscritto da Obama. Sarebbero stati in grado di avere un’arma nucleare già tre anni fa, ma io non ho permesso che accadesse”, ha dichiarato.
Trump durante la conferenza
Il presidente sostiene che l’Iran avrebbe proseguito nel rafforzamento delle proprie capacità nucleari nonostante gli avvertimenti statunitensi, aumentando il rischio per gli Stati Uniti e per le basi militari americane all’estero.
Secondo Trump, Teheran stava incrementando le possibilità di ottenere un’arma atomica, configurando una minaccia colossale agli Usa.
Le accuse al regime iraniano
Nel suo intervento, Trump ha affermato che l’obiettivo reale del programma nucleare iraniano fosse mascherare lo sviluppo di un’arma atomica, rendendo difficile qualsiasi intervento per fermarlo.
“Il regime aveva già dei missili capaci di colpire l’Europa e le nostre basi oltreoceano e presto avrebbero avuto missili capaci di raggiungere la nostra America”, ha affermato.
Secondo il presidente, un Iran dotato di armi nucleari e missili a lungo raggio rappresenterebbe una minaccia diretta non solo per il Medio Oriente ma anche per il territorio statunitense.
Il nodo dell’accordo sul nucleare del 2015
La disputa sul programma nucleare di Teheran va avanti da decenni.
Nel 2015, dopo lunghi negoziati, l’Iran raggiunse un’intesa con Stati Uniti, Unione europea e altre potenze occidentali: in cambio della graduale revoca delle sanzioni economiche, avrebbe accettato limiti all’arricchimento dell’uranio e controlli internazionali stringenti.
L’accordo, sostenuto dall’amministrazione Obama, mirava a impedire lo sviluppo di un’arma atomica attraverso restrizioni tecniche e ispezioni. Nel 2018, però, Trump annunciò il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’intesa e il ripristino di sanzioni economiche.
Dopo l’uscita americana, Teheran ha progressivamente aumentato il numero di centrifughe utilizzate per l’arricchimento dell’uranio, pur ribadendo che il programma avrebbe finalità esclusivamente civili.