Treni cancellati e ore di attesa: sono a dir poco vergognosi disagi subiti dal tardo pomeriggio di oggi, lunedì 2 febbraio 2026, dai pendolari meratesi.
“La situazione del trasporto ferroviario è un incubo di cui non si vede la fine” afferma senza mezzi termini la consigliera di Imbersago e segretaria di Azione Eleonora Lavelli, che ha raccolto le opinioni di diversi pendolari del territorio.

Pendolari, disagi a dir poco vergognosi
“Semplicemente invivibile – commenta Lavelli – La situazione del trasporto ferroviario è un incubo di cui non si vede la fine. Fa sorridere leggere, sui binari al freddo ammassati tra la folla in attesa da ore di un treno per casa, la comunicazione di Trenord che avvisa “i Signori Clienti che dalle ore 3 di lunedì 2 febbraio alle ore 2 di martedì 3 febbraio 2026 il sindacato ORSA ha proclamato uno sciopero che potrà generare ripercussioni al servizio Regionale, Suburbano. Viaggeranno i treni durante le fasce orarie di garanzia, dalle ore 6 alle ore 9 e dalle ore 18 e dalle ore 21. Lo sciopero potrà avere ripercussioni sull’offerta programmata; tuttavia, si prevede un servizio attivo sull’intera giornata”. Checché ne dicano, questa sera (così come stamattina) le fasce di garanzia è stata una pia illusione. Sono ormai due ore e mezza che da Centrale e Garibaldi non passa nessun treno per Lecco”.

Molti sono i pendolari del territorio che questa sera hanno vissuto l’ennesima Odissea. “Riepilogare i disagi vissuti è desolante come ascoltare le storie dei ragazzi e delle ragazze lecchesi in attesa del treno” continua Lavelli, che ha raccolto pressoché in tempo reale le testimonianze di diversi viaggiatori meratesi.

Noemi, 28 anni, di Olgiate Molgora, è dalle 17 che attende in stazione, “prima a Centrale e poi – viste le cancellazioni – a Garibaldi, un treno per tornare a casa”. Marta, 35 anni, di Brivio lavora in una struttura sanitaria a Milano ed è “costretta a lavorare in presenza tutti i giorni, riprogrammando la propria vita e gli impegni in funzione dei treni e dei ritardi. Anche lei è da due ore e mezza in stazione Garibaldi”. Paolo Domenico, 55 anni, di Robbiate, anche lui è operatore sanitario e ha dovuto andare a lavorare a Milano, “sperando nei treni previsti nella fascia di garanzia. Eppure fino alle 19.22 non ha trovato nessun treno”.

“Queste sono solo alcune delle storie delle centinaia di persone, sconfortate, che attendono di rientrare a casa in provincia di Lecco – conclude Lavelli – Quanto ancora lasceremo che mettano a dura prova la pazienza e la speranza dei pendolari lecchesi?”.