Spari, colpi, panico e confusione hanno trasformato il sabato sera del 25 aprile 2026 in un incubo a Washington. Quella che sarebbe dovuta essere una celebrazione della libertà di stampa durante la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, si è rapidamente trasformata in una scena di terrore. Un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell’hotel Hilton, a pochi metri dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e da figure chiave del suo governo.
Chaos at #WHCD as secret service pulls cabinet officials out of the Hilton ballroom and swarms stage where VP, POTUS out. We have just been informed that program will resume momentarily. pic.twitter.com/TmLQ9rvEVU
— Sara Fischer (@sarafischer) April 26, 2026
La vicenda ha subito attirato l’attenzione per un dettaglio che non è passato inosservato: le tre principali cariche dello Stato, Trump, J.D. Vance e il direttore dell’FBI Kash Patel, si trovavano nello stesso luogo, vicinissime tra loro. La concentrazione di tali figure di potere in un’unica area ha scatenato interrogativi immediati sull’organizzazione e la sicurezza dell’evento, con molti esperti che hanno definito la disposizione un “errore strategico” considerando la facilità con cui l’attentatore avrebbe potuto colpirli.
El Presidente Donald Trump y el Vicepresidente JD Vance fueron evacuados de la Cena de Corresponsales de la Casa Blanca, celebrada en el Hotel Washington Hilton, tras un intento de atentado. pic.twitter.com/8kmU44eHtw
— Hinterlaces (@Hinterlaces) April 26, 2026
Il momento dell’attacco e la reazione immediata
Il panico è esploso subito dopo il primo boato, seguito da una serie di spari che hanno gettato nel caos circa 2.600 giornalisti presenti nella sala. Molti si sono nascosti sotto i tavoli o dietro colonne, cercando disperatamente riparo. Il presidente Trump e J.D. Vance sono stati immediatamente evacuati da agenti del Secret Service, armati di mitra, in due direzioni opposte, come previsto dai protocolli di emergenza, mentre altri membri del governo, tra cui Todd Blanche, Attorney General, e Kash Patel, venivano anch’essi allontanati.
Un agente dei servizi segreti è stato ferito, pur protetto dal giubbotto antiproiettile. Trump è rimasto illeso. L’episodio ha sollevato forti dubbi sulla gestione della sicurezza. In un video si vede la folle corsa di Allen, verso la sala e la sicurezza che si attiva per bloccarlo.
President Trump posted this video, which appears to show someone filming security camera footage of a man rushing past authorities at the Washington Hilton, where the White House Correspondents’ Dinner takes place. pic.twitter.com/RIhYpxCpYx
— Yashar Ali 🐘 (@yashar) April 26, 2026
L’aggressore
L’uomo identificato come Cole Allen, 31 anni, aveva indicato come obiettivi i “funzionari dell’amministrazione”, escludendo volutamente Kash Patel. Allen non è riuscito a raggiungere la sala principale della cena, bloccato dagli agenti del Secret Service dopo aver sparato tra cinque e otto colpi. Ha avuto sostanzialmente, capo libero.
Il suo manifesto mostrava critiche dirette alla struttura difensiva dell’hotel:
“Che diavolo sta combinando il Secret Service? Scusate, ora mi sfogo un po’ e abbandono il tono formale. Mi aspettavo telecamere di sicurezza a ogni angolo, stanze d’albergo sotto controllo, agenti armati ogni tre metri, metal detector a non finire. Quello che ho trovato (chissà, magari mi stanno facendo uno scherzo!) è niente. Nessuna sicurezza. Nemmeno sui mezzi di trasporto. Nemmeno in hotel. Nemmeno all’evento.”
Allen aveva effettuato il check-in il giorno prima e, sorprendentemente, era riuscito a introdurre diverse armi senza alcun controllo serio, mettendo in evidenza falle significative nella gestione dei protocolli di sicurezza.
Il racconto del presidente Trump
Trump ha parlato ai giornalisti in modo calmo e deciso, lodando l’efficienza del Secret Service. In un’intervista a 60 Minutes ha raccontato:
“L’aggressore è stato velocissimo, la NFL dovrebbe ingaggiarlo. Non appena le forze dell’ordine lo hanno visto hanno estratto le pistole. Sono stati professionali. Hanno puntato le armi e lo hanno neutralizzato immediatamente”. Il presidente ha descritto Allen come un “lupo solitario che odia i cristiani” e ha sottolineato: “Non ho avuto paura”.
Riferendosi al suo manifesto e al tentativo di attacco, il tycoon ha aggiunto:
“L’aggressore era un cristiano, poi si è radicalizzato ed è diventato anticristiano. Da quanto ha scritto stava attraversando un periodo difficile, era una persona molto disturbata”.

La critica alla sicurezza e il contesto dell’evento
I partecipanti hanno raccontato di un accesso relativamente agevole all’hotel, dove i biglietti venivano mostrati ma non scansionati e i controlli di identità erano superficiali. La sicurezza era concentrata all’esterno e sui varchi principali, lasciando vulnerabile l’area interna.
“Quel perimetro è stato costruito per fermare un esercito. A quanto pare, tutto ciò di cui aveva bisogno era una chiave della stanza”, ha ribattuto Jason Pack, ex funzionario dell’FBI.
Il processo e le accuse
Cole Allen comparirà in tribunale lunedì 28 aprile 2026 e sarà accusato di due capi d’imputazione: uso di un’arma da fuoco durante un crimine violento e aggressione a un agente federale con un’arma pericolosa, come dichiarato dal procuratore distrettuale Pirro.
Riunione di sicurezza e misure future
Oggi, 27 aprile 2026, il Capo di Gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles convocherà i vertici dei Servizi Segreti e del Dipartimento per la Sicurezza Interna per valutare i protocolli per eventi presidenziali. Trump ha lodato la risposta immediata degli agenti, ordinando una revisione completa delle procedure in vista di eventi di alto profilo, come il 250° anniversario dell’indipendenza americana.