Seggi aperti fino alle 21, oggi, martedì 27 ottobre 2026, in Israele.
Il Paese affronta uno dei momenti elettorali più delicati della propria storia recente, segnato dalla contrapposizione diretta tra il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu e il suo principale rivale, il generale a riposo Gadi Eisenkot. Gli elettori sono chiamati a esprimere la propria preferenza dopo mesi di forti tensioni istituzionali e militari, con le prime proiezioni che indicano un confronto particolarmente serrato tra i due schieramenti.
Il candidato sfidante Gadi Eisenkot ha espresso il proprio voto alle prime ore della mattina nel suo collegio elettorale, rivolgendosi ai cittadini e chiedendo una forte affluenza alle urne per garantire la stabilità della nazione.
“L’affluenza di oggi determinerà il futuro delle nostre istituzioni e la sicurezza del Paese nei prossimi anni”.
Chi è lo sfidante Gadi Eisenkot
La figura dell’ex militare ha progressivamente aggregato l’opposizione istituzionale attraverso la formazione politica di centrodestra denominata Yashar! (tradotto, onesto).
Il programma elettorale della coalizione si fonda sulla richiesta di istituire una commissione d’inchiesta statale indipendente per accertare le responsabilità degli apparati di difesa prima e durante la crisi del 7 ottobre 2023, oltre alla revisione delle esenzioni dal servizio militare per le comunità ultraortodosse.
Il leader del partito Likud, Benjamin Netanyahu, ha risposto difendendo il proprio operato governativo e puntando sulla continuità strategica della sicurezza nazionale.
Gli analisti politici sottolineano come la traiettoria di Gadi Eisenkot evidenzi una transizione formale dai vertici dell’esercito alla leadership di partito, senza tuttavia segnare una rottura ideologica con la visione tradizionale della destra moderata israeliana.
L’ex alto ufficiale, che ha guidato le forze armate dal 2015 al 2019 ed è stato segretario militare durante il mandato dell’ex premier Ehud Barak, mantiene una postura rigorosa sulle questioni strategiche di difesa. La proposta politica della sua lista non mette in discussione le priorità geopolitiche dello Stato, ma propone una gestione istituzionale differente e un approccio rinnovato alla leadership nazionale.
Il percorso che ha condotto alle urne si è formalizzato dopo la chiusura dell’esperienza del Gabinetto di Guerra d’emergenza, organo dal quale l’ex comandante Eisenkot si era dimesso a metà del 2024 insieme al collega di partito Benny Gantz.
Di seguito si riassumono le principali posizioni politico-programmatiche emersamente nel corso della campagna elettorale dei due leader:
| Tema Strategico | Benjamin Netanyahu (Likud) | Gadi Eisenkot (Yashar!) |
|---|---|---|
| Commissione d’Inchiesta | Rinvio al termine dei conflitti pendenti | Istituzione immediata di una commissione statale |
| Servizio Militare Uomini Ultraortodossi | Mantenimento dello status quo e accordi di coalizione | Riforma graduale dell’arruolamento obbligatorio |
| Assetto Istituzionale | Riforma del sistema giudiziario ed esecutivo forte | Ripristino dell’equilibrio tra i poteri dello Stato |
Le tappe del percorso elettorale e il voto dei cittadini
Le operazioni di voto si svolgono sotto la supervisione della Commissione Elettorale Centrale presieduta dai magistrati della Corte Suprema, che garantiscono la regolarità delle procedure di spoglio previste per le prime ore della notte.
Nel corso del suo intervento conclusivo prima della chiusura delle urne, Netanyahu ha rivolto una nota ufficiale alla cittadinanza per rivendicare i risultati ottenuti in campo economico e difensivo.
“Solamente una leadership solida e provata potrà continuare a garantire la sicurezza del Paese di fronte alle minacce esterne”.
Le autorità locali di sicurezza hanno disposto misure straordinarie intorno ai seggi delle principali città per consentire il regolare svolgimento delle votazioni. Le rilevazioni sul tasso di partecipazione diffuse a metà giornata indicano un afflusso costante, in linea con i dati registrati durante le precedenti tornate per il rinnovo dell’assemblea legislativa. Lo spoglio definitivo delle schede determinerà la composizione dei seggi parlamentari indispensabili per l’attribuzione dell’incarico di governo.