Mia Arcigay Imperia aderisce alla manifestazione pubblica che si terrà sabato 17 gennaio, alle 15, in piazza Colombo a Sanremo, promossa da Radicali Italiani e sostenuta da diverse associazioni del territorio, contro la vergognosa iniziativa voluta dal vescovo di Sanremo-Ventimiglia, Antonio Suetta, che prevede il rintocco quotidiano delle campane alle ore 20 in memoria dei cosiddetti “bambini non nati”.
“Come associazione impegnata nella tutela dei diritti umani e della dignità delle persone”
“Riteniamo che tale iniziativa rappresenti un messaggio lesivo della libertà di scelta delle donne, oltre che non rispettoso della complessità e della sofferenza che possono accompagnare decisioni intime come l’interruzione volontaria di gravidanza”, afferma il presidente Pierluca Viani.
“Rispondiamo con fermezza alle recenti dichiarazioni di monsignor. Suetta, che ha definito la legge 194 “sbagliata” invocando un aumento dei medici obiettori. Tali affermazioni rappresentano un attacco frontale alla salute pubblica e alla dignità delle donne: la richiesta di sabotare una legge dello Stato attraverso l’obiezione di coscienza è un tentativo di cancellare nei fatti un diritto acquisito, trasformando un presidio medico in un percorso a ostacoli ideologico”.
E aggiunge. “Rifiutiamo inoltre fermamente l’appello a un presunto ‘diritto naturale’ per prevaricare le leggi civili. In una democrazia moderna, la laicità dello Stato è l’unica garanzia di libertà per tutte e tutti: le istituzioni e lo spazio pubblico non possono essere ostaggio di precetti confessionali che mirano a imporre un’unica visione morale a una società pluralista e libera”.
“La legge 194 del 1978 stabilisce chiaramente che la scelta di se e quando diventare madre”
“spetta unicamente alla donna, nel rispetto della sua salute, della sua autodeterminazione e della sua dignità. Gesti simbolici che alimentano senso di colpa, stigma o giudizio morale non favoriscono il dialogo né contribuiscono alla costruzione di una società più giusta e inclusiva”.
Mia Arcigay Imperia scende in piazza con le proprie bandiere per unire la propria voce a quella di chi si è sentita giudicata e oltraggiata, ribadendo che difendere la libertà di scelta delle donne e la laicità delle istituzioni significa difendere una società più libera per tutte e tutti.
F.T.
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