Le trattative tra Stati Uniti e Iran per riprendere i negoziati diplomatici attraversano una fase di profonda incertezza. Tra avvertimenti, minacce e strategie parallele, il dialogo tra le due potenze resta sospeso, mentre Teheran si concentra sul controllo dello Stretto di Hormuz e sul rafforzamento dei rapporti con alleati strategici come la Russia.
Gli Stati Uniti hanno deciso di annullare la missione dei propri inviati in Pakistan, segnando un nuovo stallo nella diplomazia internazionale con Teheran.
L’annullamento della missione a Islamabad
Il 26 aprile 2026, il presidente americano Donald Trump ha annunciato la cancellazione del viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan, dove erano previsti colloqui con i rappresentanti iraniani. La decisione è stata comunicata dallo stesso Trump durante interviste a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid.
Secondo le fonti, la scelta di annullare la missione è dovuta principalmente alla rigidità della posizione iraniana e alla percepita confusione all’interno della leadership di Teheran. Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno tutte le carte in mano, mentre l’Iran non ha nulla da proporre in termini concreti.

“Ho appena annullato il viaggio dei miei rappresentanti in Pakistan per incontrare gli iraniani. Troppo tempo sprecato negli spostamenti, troppo lavoro! Inoltre, vi sono fortissime lotte interne e confusione all’interno della loro leadership. Nessuno sa chi comandi, nemmeno loro stessi. Se vogliono parlare, non devono far altro che chiamare!” ha scritto Trump su Truth.
Il presidente ha inoltre chiarito che la cancellazione della missione non implica la ripresa della guerra con l’Iran.
Le proposte iraniane: nuove ma ancora insufficienti
Secondo Trump, la prima proposta iraniana ricevuta non era soddisfacente, mentre subito dopo l’annullamento della missione, Teheran ha inviato un nuovo documento, giudicato “migliore ma ancora insufficiente”.
Il presidente ha spiegato che la strategia americana di massima pressione sta già limitando le capacità operative dell’Iran, con l’economia di Teheran sotto forte stress. Trump ha dichiarato:
“Il tempo è dalla nostra parte. Non sento l’urgenza di sedermi subito al tavolo dei negoziati. La nostra priorità resta impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari, una minaccia esistenziale per Israele, Europa e Stati Uniti.”
Trump ha anche espresso disappunto verso gli alleati europei e la NATO, accusandoli di non aver fornito il supporto necessario per contenere il regime iraniano, nonostante i miliardi spesi dagli Stati Uniti per proteggere l’Europa dalla Russia.
Abbas Araghchi in Pakistan: nessun incontro diretto
Nelle stesse ore, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la sua delegazione hanno lasciato il Pakistan. Durante la visita, Araghchi aveva illustrato ai funzionari pakistani le posizioni negoziali di Teheran, esprimendo riserve sulle richieste americane.
Fonti del governo pakistano hanno confermato che non è avvenuto alcun incontro diretto con gli emissari statunitensi e che le posizioni iraniane saranno trasmesse tramite mediatori pakistani.
Il portavoce iraniano Ismail Baghai ha dichiarato che non sono previsti incontri diretti tra Washington e Teheran e che le comunicazioni avverranno esclusivamente attraverso canali intermedi.
Il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno ribadito che il controllo dello Stretto di Hormuz, arteria vitale per le forniture globali di petrolio e gas, rappresenta la strategia definitiva di Teheran. In un comunicato sul loro canale Telegram, hanno sottolineato:
“Controllare lo Stretto di Hormuz e mantenere l’ombra del suo effetto deterrente sull’America e sui sostenitori della Casa Bianca nella regione è la strategia definitiva dell’Iran islamico.”
L’Iran propone quindi di prioritizzare un accordo sullo Stretto di Hormuz, rimandando a una fase successiva i negoziati sul programma nucleare.
Viaggio diplomatico in Russia
Oggi, 27 aprile 2026, Abbas Araghchi è giunto a San Pietroburgo per incontri con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e, secondo fonti iraniane, con il presidente Vladimir Putin.

L’obiettivo dichiarato della visita è promuovere gli interessi strategici iraniani in un contesto di crescente pressione internazionale. L’ambasciatore iraniano in Russia, Kazem Jalali, ha precisato che l’incontro è volto a rafforzare la posizione di Teheran rispetto a minacce esterne e a definire le condizioni per eventuali futuri negoziati con gli Stati Uniti.
Araghchi ha descritto la sua recente visita a Islamabad come “molto positiva”, affermando che sono state definite condizioni specifiche per la ripresa dei colloqui, pur senza manifestare apertura immediata verso Washington.
La nuova proposta iraniana
Attraverso i mediatori pakistani, l’Iran ha presentato una nuova proposta volta a riaprire lo Stretto di Hormuz e a revocare eventuali blocchi navali, lasciando la questione nucleare a una fase successiva. Axios segnala che questa strategia punta a superare le divisioni interne della leadership iraniana e accelerare un possibile accordo tattico con gli Stati Uniti.