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Gasperini: “La sensazione è quella di essersi avvicinati all’Inter”

L'allenatore della Roma ha parlato al Festival dello Sport della crescita della sua squadra

Gasperini: “La sensazione è quella di essersi avvicinati all’Inter”

Gian Piero Gasperini è stato protagonista al Festival dello Sport, dove ha affrontato diversi temi legati alla sua esperienza alla Roma. Al suo fianco il CEO giallorosso John Galantic, con cui il tecnico ha ripercorso l’inizio della sua avventura nella Capitale, parlando anche del rapporto con i calciatori, della crescita dei giovani e della sfida con l’Inter.

L’arrivo alla Roma
«Il primo allenamento era atteso da tutti, innanzitutto da me, perché iniziavo una nuova avventura. Anche i giocatori si sono presentati preparatissimi, forse temendo un po’ la mia preparazione. Il primo concetto che ho trasmesso è stato quello di andare noi a prenderci la palla, senza aspettare che fosse l’avversario a perderla».

Una difesa di gladiatori
Gasperini ha poi parlato del reparto arretrato: «Ho una difesa di gladiatori, che per mesi è stata una delle migliori d’Europa. Mancini lo conoscevo già dai tempi dell’Atalanta, Hermoso ha grande garra ma anche qualità tecnica, poi ci sono Ndicka e Svilar».

Sul rapporto con Mancini ha aggiunto: «Gli ho detto che l’atteggiamento che aveva in precedenza lo penalizzava. È stata la prima cosa sulla quale abbiamo cercato di lavorare. Ne è venuta fuori una stagione fantastica, che lo ha riportato anche in Nazionale».

Cristante e la scelta dell’Atalanta
«Conoscevo Cristante da giovane ed è un giocatore che mette sempre la squadra davanti a sé stesso. Aveva qualità tecniche importanti, ma quando lo prendemmo stava attraversando un momento di difficoltà. Io allenavo l’Atalanta, avevamo appena ceduto Gagliardini all’Inter e scelsi lui dopo una chiacchierata in albergo che mi convinse al cento per cento della sua motivazione e della sua disponibilità».

Dybala e l’importanza degli allenamenti
Parole importanti anche su Paulo Dybala: «È partito alla grande, con entusiasmo e forza. Ci sono stati anni in cui ha avuto qualche fragilità fisica che lo ha fermato e io ho sempre pensato che fosse anche una questione di allenamento».

«Tutti mi dicevano che aveva dei muscoli di seta, invece ho scoperto che ha una fibra particolare e che, con gli allenamenti giusti, ha dimostrato di essere un calciatore sano e di grande valore. È la conferma di quello che dico sempre: gli allenamenti sono fondamentali. Ora è tornato a sprintare e a saltare l’avversario e presto lo rivedremo anche calciare da fuori area come ai vecchi tempi».

I giocatori più talentuosi
Gasperini ha ricordato alcuni dei calciatori più forti allenati nel corso della sua carriera: «Ho avuto la fortuna di poter contare su tanti giocatori forti. Dybala è sicuramente tra i top. Mi vengono in mente Jeda al Crotone, Milito al Genoa, Ilicic e Papu Gomez all’Atalanta. Sono i “poeti”, calciatori capaci di toccare corde speciali».

Giovani e settore giovanile
Sul percorso dei giovani della Roma, l’allenatore ha sottolineato: «Quando sono arrivato Pisilli era già conosciuto, mentre Lulli l’ho aggregato al gruppo durante l’estate, quando non era ancora nemmeno un titolare fisso in Primavera. Le risposte che ha dato sono state subito convincenti».

Poi un messaggio per Romano: «È un ragazzo molto, molto interessante e non può essere giudicato per una partita giocata male. Noi adulti dobbiamo prestare maggiore attenzione ai giudizi».

Infine, sulla cessione al Cagliari: «Purtroppo è stata un’esigenza legata alle plusvalenze e al bilancio di cui aveva bisogno la società. A volte capita che i gioielli migliori debbano essere “sacrificati” per esigenze di bilancio. Ed è davvero un peccato».

L’impatto di Malen
Sul rendimento di Donyell Malen, Gasperini ha spiegato: «A volte i pianeti si allineano e accadono cose che sembravano impensabili. Era un giocatore che conoscevamo, tra Aston Villa e Borussia. È stata un’opportunità di mercato che abbiamo colto al volo: ci serviva un attaccante e lui era disponibile».

«È rapidissimo nei tre tocchi in sequenza e più si avvicina alla porta avversaria, più può diventare devastante. Avevo capito subito che sarebbe stato importante, ma non avrei mai immaginato questi numeri. Il record di Higuain? Ci gioco un po’, anche per motivarlo…».

La sfida con l’Inter
Infine, uno sguardo alla corsa con l’Inter: «Io guardo sempre al nostro percorso, poi l’avversario principale cambia di volta in volta. Prima era la Juventus, che aveva vinto nove campionati consecutivi, ora è l’Inter, che è la più forte conclamata».

«È comunque bello confrontarsi e in questo momento la sensazione è quella di esserci avvicinati ai campioni in carica».