Da almeno due settimane il gruppo hacker filorusso Noname057(16) avrebbe messo a disposizione sul dark web dati personali e richieste di informazioni a pagamento sul ministro degli Esteri Antonio Tajani, sul procuratore di Roma Francesco Lo Voi e sul capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. La Procura di Roma ha avviato un’indagine sul caso.
Secondo quanto riferito, i criminali informatici avrebbero pubblicato schede contenenti curriculum, numeri di telefono privati, indirizzi email e luoghi di abitazione. Le informazioni riguarderebbero anche i familiari di Tajani. Funzionari dell’intelligence citati da un quotidiano britannico hanno parlato di un’attività investigativa transfrontaliera, condotta con la collaborazione di servizi europei, per individuare l’origine delle minacce e verificare i collegamenti del gruppo.
La risposta del ministro
Tajani ha dichiarato di non voler cedere alle intimidazioni e ha collegato l’attacco alla posizione italiana sull’Ucraina. Il ministro ha ribadito l’impegno a difendere la libertà e l’indipendenza di uno Stato sovrano, rafforzando al tempo stesso la cooperazione con gli alleati. Secondo la sua ricostruzione, proprio questa linea politica lo avrebbe fatto finire nel mirino di organizzazioni criminali.
Il titolare della Farnesina ha ricordato inoltre che dal 1° gennaio è operativa una direzione cyber del ministero, creata per contrastare le incursioni informatiche attribuite a soggetti talvolta collegati a entità statali ostili. Le attività di raccolta di informazioni, secondo Tajani, potrebbero essere una reazione alle misure avviate negli ultimi mesi per rafforzare la sicurezza digitale dell’amministrazione.
Il quadro europeo
La premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al vicepresidente del Consiglio. Il presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, ha definito gravi le minacce attribuite a Noname057(16), indicato come vicino ad ambienti russi, mentre il sottosegretario Alberto Barachini ha inquadrato gli episodi nella fase internazionale segnata da attacchi hacker e minacce ibride. Sul piano politico, il presidente del Partito democratico Stefano Bonaccini ha rimosso un post ironico su Tajani dopo la richiesta di Forza Italia, spiegando di voler evitare equivoci.
Il caso si inserisce in una settimana caratterizzata da diversi episodi cyber in Europa. Nella notte tra il 1° e il 2 novembre, sistemi di refrigerazione di supermercati in Svezia, Finlandia, Belgio, Lussemburgo, Estonia e Irlanda sarebbero stati alterati da remoto, con temperature arrivate in alcuni casi fino a 50 gradi e conseguente distruzione di ingenti quantità di alimenti. L’ondata avrebbe interessato anche la grande distribuzione in Sicilia, colpita intorno alle 4 del mattino del 2 novembre. L’Unione europea ha segnalato il rischio di un tentativo deliberato di interrompere la catena di approvvigionamento alimentare.
Gli attacchi sono stati rivendicati in un video diffuso sui social da Noname057(16) e Z-Pentest. A Palazzo Chigi si è svolto un vertice urgente con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Tra il 3 e il 6 novembre, secondo Eurocontrol, sono stati inoltre registrati 35 allarmi bomba su voli europei. Diverse intelligence del continente ritengono la Russia il possibile responsabile, sulla base di movente, modalità operative, precedenti e primi elementi forensi, e collegano gli episodi a una crescente campagna di guerra ibrida. Nelle ultime ore è stato segnalato anche un’attacco alla società Brenner Basis Tunnel, impegnata nella costruzione della galleria ferroviaria tra Italia e Austria sotto il valico del Brennero. Del caso sarebbe sospettato il gruppo russofono Everest.