Bergamo (BG)

Dal 5 al 7 settembre torna a Bergamo la Fiera di Sant'Alessandro, tra animali e... droni

Tornano i bovini, ma all'appello quest'anno niente maiali. Nei 40 mila metri quadrati di esposizione ci sarà spazio anche per l'innovazione

Dal 5 al 7 settembre torna a Bergamo la Fiera di Sant'Alessandro, tra animali e... droni
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di Clara Scarpellini

Oggi (giovedì 28 agosto) sono stati presentati il programma e le novità di una delle fiere più importanti dell'agricoltura, non solo bergamasca: la Fiera di Sant’Alessandro, rassegna regionale dedicata al settore primario, organizzata da Bergamo Fiera Nuova in collaborazione con Promoberg.

Tra il ritorno dei bovini dopo lo stop del 2024, i giganti della meccanica agricola e un dibattito sempre più vivo sul futuro degli allevamenti, la fiera racconta un mondo in trasformazione. Quest’anno, in particolare, si preannuncia speciale. Dopo lo stop forzato dello scorso anno per l’emergenza della “lingua blu”, infatti, i bovini tornano a popolare i padiglioni di via Lunga, accanto a ovicaprini, cavalli, asini, cani e perfino colombi ornamentali. Tuttavia, all'appello mancheranno i maiali.

Dal 5 al 7 settembre, nei 40 mila metri quadrati di esposizione, ci sarà spazio per tutto: animali, macchinari, innovazioni tecnologiche, degustazioni e spettacoli equestri. Un appuntamento che unisce operatori e famiglie, con ingresso gratuito nella giornata inaugurale di venerdì 5 settembre.

Droni nei campi, robot in stalla

Accanto alla tradizione, non mancherà lo sguardo sul futuro. I padiglioni ospiteranno trattori mastodontici, ma anche droni per mappare i terreni e software di intelligenza artificiale per rendere più efficiente e sostenibile la produzione agricola.

Una delle novità più attese è lo “Spazio Innovazione AgriTech”, uno sportello che offrirà supporto pratico alle aziende: dalle nuove tecnologie ai fondi per innovare. «Oggi non si può più parlare di agricoltura senza parlare di tecnologia, significa produrre meglio, rispettare l’ambiente e garantire qualità», sottolineano gli organizzatori.

Intensivo o locale?

Angelo Maestroni, garante degli animali di Bergamo

Ma la vera novità di quest’anno non sta tanto nei macchinari, bensì nelle persone. Alla Fiera, infatti, per la prima volta partecipa il garante dei diritti degli animali del Comune di Bergamo, Angelo Maestroni, con un messaggio preciso: «Gli animali non sono oggetti, ma esseri che meritano cura e attenzione. Questa fiera è anche una finestra educativa: dobbiamo crescere come comunità, imparare a scegliere prodotti locali e sostenibili, unici e preziosi».

Enzo Ferrazzoli, direttore di Confagricoltura Bergamo

Un invito che si intreccia con un altro tema caldo: quello degli allevamenti intensivi. Se da un lato si guarda con favore a filiere corte e produzioni locali, dall’altro il settore ricorda che senza allevamenti strutturati non sarebbe possibile garantire quantità, prezzi accessibili e prodotti di eccellenza che hanno reso famosa l’Italia, come il Grana Padano o il Parmigiano Reggiano.

O almeno così ha detto Enzo Ferrazzoli, direttore di Confagricoltura, alla presentazione del programma fieristico: «Tutti tendono a denigrare gli allevamenti intensivi, ma oggi sono loro che ci consentono di arrivare a quelle che sono le produzioni più tipiche e nazionali. Quello che io  vorrei far entrare nella sensibilità della cittadinanza e della politica è il seguente: le due agricolture, quella intensiva e quella non, viaggiano in parallelo. Ma senza un’agricoltura cosiddetta “intensiva” non arriveremmo a sfamare le popolazioni».

Il risultato? La fiera diventa un luogo in cui tradizione, innovazione e nuove sensibilità si incontrano, sollevando domande che riguardano tutti: cosa vogliamo mettere sulle nostre tavole domani?

Tre giorni per scoprire (e ricordare)

Sergio Gandi, vicesindaco e assessore alla Cultura di Bergamo

Tra regine bovine, gare di equitazione, degustazioni e incontri sul futuro dell’agricoltura, i visitatori potranno scoprire da vicino un settore che non è mai stato così in trasformazione. Il vicesindaco e assessore alla Cultura, Sergio Gandi, ricorda alla conferenza la necessità per la comunità di avvicinarci al mondo rurale, anche attraverso questi grandi eventi: «Io sono abituato a partecipare a questa Fiera, i miei genitori mi portavano sempre quando ero bambino. Quella rurale è una parte della nostra tradizione che non deve perdersi».

Il programma completo dell'evento e degli appuntamenti a esso connessi lo potete trovare QUI.