Internazionale

Elicottero militare italiano precipitato in Bosnia, quattro vittime: il quadro dell’operazione Ue “Althea”

Avviata nel 2004, sostituì Sfor e oggi riunisce 24 Paesi con compiti di sicurezza, addestramento e sminamento

Elicottero militare italiano precipitato in Bosnia, quattro vittime: il quadro dell’operazione Ue “Althea”

Eufor Althea è l’operazione militare dell’Unione europea attiva in Bosnia-Erzegovina nel perimetro della quale sono morti ieri quattro militari italiani, precipitati a bordo di un elicottero Chinook. Avviata il 2 dicembre 2004, ha sostituito la Sfor, la forza di stabilizzazione guidata dalla Nato che aveva il compito di contribuire alla sicurezza del Paese dopo la guerra nei Balcani.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Tg1 Rai (@tg1_rai_official)

Obiettivi e comando

Il mandato prevede il mantenimento delle condizioni di sicurezza necessarie all’attuazione degli accordi di pace di Dayton, il sostegno alle autorità bosniache e l’addestramento delle forze armate locali. L’operazione punta inoltre a favorire la stabilizzazione delle istituzioni e il percorso della Bosnia-Erzegovina verso l’adesione all’Unione europea.

Althea opera sotto l’autorità del Consiglio dell’Ue, con un mandato esecutivo delle Nazioni Unite, e utilizza anche capacità comuni della Nato. Dal 21 gennaio 2026 il comando è affidato al generale di Divisione Maurizio Fronda. L’Italia aveva già guidato l’operazione tra il 2005 e il 2006 e tra il 2008 e il 2009.

Il contributo italiano

Nel corso degli anni una parte crescente delle responsabilità è stata trasferita alle autorità locali. Dai circa 6.000 militari schierati nella fase iniziale si è arrivati a una consistenza massima autorizzata di 320 unità. Nel 2025 l’Italia ha partecipato con circa 199 militari, 44 mezzi terrestri e un mezzo aereo.

Il contingente italiano comprende personale dell’Esercito impegnato nelle attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione, una compagnia del 3° reggimento Bersaglieri e un distaccamento dell’Aviazione dell’Esercito. Tra i mezzi a disposizione figurano gli elicotteri AB-205 e CH-47F, uno dei quali è richiamato nel contesto della notizia relativa a un velivolo italiano caduto in Bosnia, senza ulteriori elementi riportati nel testo di partenza.

Presenza sul territorio

Il quartier generale si trova a Camp Butmir, a Sarajevo, mentre diverse squadre operano in altre aree del territorio bosniaco. L’operazione contribuisce anche allo smaltimento di armi, munizioni ed esplosivi rimasti dalla guerra del 1992-1995 e alle attività di sminamento.

Alla missione partecipano complessivamente 24 Paesi: 18 appartengono all’Unione europea e sei sono esterni all’Ue. Il progressivo ridimensionamento della presenza internazionale riflette il trasferimento di una parte delle competenze alle istituzioni locali, mentre il mandato continua a concentrarsi sulla sicurezza, sulla formazione e sul sostegno alla stabilità del Paese.

La dinamica dell’incidente aereo nei Balcani

Ieri, quattro persone appartenenti alle forze armate hanno perso la vita in Bosnia a causa del tragico schianto di un elicottero italiano impegnato nell’operazione militare denominata Eufor Althea. Il velivolo è precipitato durante una fase operativa del servizio, provocando il decesso istantaneo dei quattro occupanti e il ferimento di un ulteriore soccorritore impiegato nel team di evacuazione medica dell’organizzazione.

L’identità dei militari dell’Esercito coinvolti

Tra le vittime si registrano due sergenti in servizio al Comando aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo, entrambi di stanza presso il primo reggimento Antares del Centro Addestrativo. Il pilota Simone Ruggia, trentenne originario di Salerno residente nel capoluogo laziale da otto anni, lascia la fidanzata, i genitori e la sorella. Il secondo sottufficiale è lo specialista Claudio Marchesi, trentacinquenne originario di Orvieto e residente a Viterbo da tre anni, il quale lascia i genitori, un fratello e una sorella.

I soccorritori della Croce Rossa Italiana

Le altre due persone decedute sono il tenente medico Franco Adriano Zecchillo e la sergente infermiera Laura Procacci, entrambi quadri sanitari appartenenti al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Le autorità militari hanno avviato le procedure di indagine per verificare le cause tecniche e ambientali che hanno determinato il cedimento del velivolo durante il volo operativo internazionale.

Il cordoglio di Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portolano, il seguente messaggio:

«Ho appreso con profonda commozione la notizia del decesso dei militari occorso nel tragico incidente elicotteristico in teatro operativo bosniaco nell’ambito dell’operazione “Althea”.

In questa triste circostanza, voglia rendersi interprete presso l’Esercito Italiano e il Corpo Militare della Croce Rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento, chiedendo loro di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà».