Alessandria (AL)

Anziani, Balduzzi: “Le cure devono partire dalla casa, ma servono servizi veri”

L'ex ministro della Salute rilancia il tema dell'assistenza domiciliare e chiede una rete capace di sostenere concretamente le famiglie

Anziani, Balduzzi: “Le cure devono partire dalla casa, ma servono servizi veri”

L’assistenza agli anziani non può limitarsi all’ospitalità nelle strutture residenziali. Per Renato Balduzzi, intervenuto a Filo Diretto, il futuro della sanità territoriale passa soprattutto dal rafforzamento delle cure domiciliari, accompagnate da servizi realmente accessibili e finanziati.

L’assistenza agli anziani

L’invecchiamento della popolazione italiana impone un ripensamento dell’organizzazione sanitaria. Secondo Renato Balduzzi, il domicilio rappresenta il luogo più adatto per assistere le persone anziane quando le condizioni cliniche lo consentono, ma questo modello può funzionare soltanto se sostenuto da una rete efficiente di servizi sociali e sanitari.

L’ex ministro osserva come la struttura delle famiglie sia profondamente cambiata rispetto al passato. Oggi figli e parenti vivono spesso lontano o sono impegnati nel lavoro, rendendo più difficile garantire un’assistenza continua ai propri cari. Per questo motivo, affidare esclusivamente alle famiglie il peso della cura non è più una soluzione sufficiente.

Balduzzi evidenzia inoltre una criticità tipicamente italiana: il Paese dispone di un quadro normativo articolato, ma molte disposizioni restano prive di concreta applicazione perché non accompagnate da adeguati finanziamenti.

Tra le possibili risposte indica il modello del co-housing, già diffuso in diversi Paesi del Nord Europa, dove anziani parzialmente autosufficienti condividono abitazioni e servizi, favorendo autonomia, socialità e una migliore organizzazione dell’assistenza.

Per Balduzzi, dunque, il tema non è soltanto individuare nuove formule organizzative, ma costruire una rete territoriale stabile che permetta agli anziani di restare il più possibile nel proprio ambiente di vita, senza lasciare sole le famiglie chiamate a prendersene cura.

Rsa aperte e assistenza domiciliare

Per affrontare le sfide poste dall’invecchiamento della popolazione non basta aumentare i servizi domiciliari. Renato Balduzzi propone una visione integrata nella quale anche le Residenze sanitarie assistenziali assumano un ruolo nuovo, diventando strutture aperte e strettamente collegate ai servizi del territorio.

Le RSA, spiega, dispongono di professionalità ed esperienza che potrebbero essere messe a disposizione anche delle persone assistite a domicilio, contribuendo alla costruzione di una rete capace di offrire risposte differenziate in base ai bisogni degli anziani e delle loro famiglie.

Un altro nodo riguarda la non autosufficienza. Balduzzi ricorda come la necessità di rivedere l’indennità di accompagnamento sia oggetto di discussione da molti anni, ma le riforme siano rimaste bloccate dalla mancanza di dati completi e di adeguate coperture economiche.

L’ex ministro invita inoltre a valutare con attenzione l’effettiva qualità dell’assistenza domiciliare, evitando di limitarsi agli obiettivi numerici fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il confronto con altri Paesi europei, come la Danimarca, evidenzia infatti un forte divario nelle ore di assistenza garantite agli anziani.

Per Balduzzi, la vera sfida consiste nel trasformare le norme in servizi concreti, accompagnando ogni riforma con risorse economiche adeguate e con un’organizzazione capace di rispondere ai bisogni reali della popolazione anziana.