Bologna (BO)

Piazza Verdi a Lorusso, a Bologna si riaccende lo scontro

La proposta divide maggioranza e opposizione: raccolte oltre duemila adesioni, ma centrodestra e due ex sindaci frenano.

A Bologna si riapre il confronto sull’intitolazione di piazza Verdi a Francesco Lorusso, lo studente di Medicina e militante di Lotta Continua ucciso l’11 marzo di cinquant’anni fa in via Mascarella. La richiesta arriva in vista dell’anniversario e porta al centro del dibattito una figura legata agli anni del Movimento del Settantasette e alla storia politica della città.

Lorusso venne colpito durante gli scontri scoppiati nella zona universitaria dopo il blocco di un’assemblea di Comunione e Liberazione da parte degli studenti. Secondo la ricostruzione ricordata nell’appello, seguirono tafferugli, lanci di sanpietrini e molotov e cariche delle forze dell’ordine, con l’impiego di armi da fuoco ad altezza d’uomo. Il militante fu raggiunto in via Mascarella, dove oggi una lapide al civico 37 ne ricorda la morte.

La raccolta firme supera quota duemila

La proposta di modificare il nome di piazza Verdi, luogo simbolo della zona universitaria e teatro di numerose manifestazioni, è stata accompagnata da una raccolta firme avviata alla fine di ottobre. Le adesioni iniziali erano 95 e, in meno di due settimane, hanno superato quota 2.000. Tra i firmatari figurano Franco Berardi, Mauro Collina, Gianni Brizzi, Claudio Piersanti, Alessandro Gamberini, Gianni Sofri e Renato De Maria.

All’iniziativa hanno aderito anche Lino Aldrovandi, padre di Federico, e Renzo Ulivieri. Giulia, figlia di Giovanni Lorusso, fratello di Francesco, ha espresso il proprio sostegno definendo l’iniziativa molto significativa. L’appello è stato promosso da ex compagni e compagne del movimento dell’epoca, che chiedono un riconoscimento ritenuto finora insufficiente per la figura dello studente.

Il confronto divide la politica

La richiesta ha però provocato reazioni contrarie nel centrodestra. Giulio Venturi, consigliere comunale di Forza Italia e nipote di Marco Biagi, ha annunciato una contropetizione e invitato il sindaco Matteo Lepore a respingere l’istanza. A suo giudizio, intitolare lo spazio a Lorusso significherebbe valorizzare un simbolo divisivo e trasmettere un messaggio diseducativo. Lega e Fratelli d’Italia, con il deputato Galeazzo Bignami, si sono espressi nella stessa direzione.

La vicesindaca Emily Clancy ha invece aperto alla possibilità di incontrare i promotori, mentre il sindaco Lepore ha dichiarato prima di valutare la proposta e poi di voler aprire una discussione. Comune e amministrazione hanno quindi costituito un gruppo di lavoro composto dalla vicesindaca e dall’assessore alla Cultura Daniele Del Pozzo. L’obiettivo indicato non è limitarsi alla scelta del nome, ma affrontare i problemi di convivenza nella zona universitaria e individuare una soluzione capace di preservare il ricordo di Lorusso.

Contrari all’intitolazione sono anche due ex sindaci. Walter Vitali, primo cittadino dal 1993 al 1999, ha sostenuto che il nome di piazza Verdi non dovrebbe essere cambiato perché consegnato dalla storia. Virginio Merola, ultimo sindaco prima di Lepore, ha osservato che la storia non si riscrive modificando i nomi dei luoghi e ha definito insufficiente una discussione concentrata soltanto sull’individuazione dello spazio. Anche la consigliera comunale del Pd Cristina Ceretti ha espresso parere negativo.