Siena (SI)

Ex Beko, appello a Leonardo per il rilancio dello stabilimento di Siena

La visita di Macrì ad Abbadia riaccende le attese, ma la Fiom invita alla prudenza e sollecita risposte concrete

La possibile visita di Francesco Macrì, presidente di Leonardo, allo stabilimento del gruppo ad Abbadia San Salvatore riaccende le speranze dei lavoratori dell’ex Beko di Siena. Il nome dell’azienda è stato indicato dal ministro Adolfo Urso durante un tavolo nazionale dedicato al futuro del sito di viale Toselli, alimentando l’attesa per un possibile progetto di reindustrializzazione.

I sindacati chiedono che l’eventuale presenza di Macrì in Amiata rappresenti anche l’occasione per un sopralluogo nello stabilimento senese. Per Massimo Martini, coordinatore della Uil Siena, il rinvio del tavolo ministeriale previsto il 24 novembre potrebbe essere legato a interlocuzioni tra Leonardo, Invitalia e Sviluppo Industriale Siena srl. L’auspicio è che l’azienda possa presentarsi in città e fornire indicazioni più precise sul percorso industriale.

Le richieste dei sindacati

Anche Giuseppe Cesarano, segretario della Fim Cisl, invita il presidente di Leonardo a conoscere da vicino il potenziale produttivo della Toscana e a inserire Siena nell’agenda delle visite. Il sito di viale Toselli, secondo il sindacato, può diventare una leva per lo sviluppo del territorio e per la tutela dell’occupazione. La richiesta è quindi di valutare concretamente le prospettive industriali e occupazionali dell’area.

Più prudente la posizione di Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil di Siena. La dirigente ricorda che nel corso degli anni si sono susseguiti diversi sopralluoghi senza risultati concreti. La situazione attuale, osserva, presenta però un elemento nuovo: il coinvolgimento diretto di un ministro del Governo e il riferimento a Leonardo nel confronto nazionale.

La Fiom sottolinea tuttavia che, al momento, il sito resta fermo. L’area è stata acquistata da Invitalia, ma per il sindacato la priorità è riattivare la produzione e garantire una prospettiva ai lavoratori: le macchine sono ancora spente. Miniero chiede quindi di accelerare i tempi del confronto a Roma e di arrivare a indicazioni definite prima delle elezioni.

La cautela della Fiom

La segretaria Fiom non rivolge un appello diretto a Leonardo per un sopralluogo nell’ex Beko e indica come interlocutori principali Invitalia, Sviluppo Industriale Siena e il ministro Urso. A loro chiede di avviare subito un percorso capace di produrre prospettive concrete per il futuro dello stabilimento e dei suoi dipendenti.

Il confronto ministeriale del 24 novembre sarà dunque considerato dai sindacati un passaggio decisivo per capire se l’interesse manifestato attorno al sito senese potrà tradursi in un progetto industriale effettivo. Nel frattempo, le organizzazioni dei lavoratori sollecitano risposte rapide, mentre la Fiom invita a mantenere prudenza fino a quando non emergeranno impegni verificabili.