La gara per l’acquisizione dell’ex Ilva si avvia alla scadenza con una corsa a tre. Accanto al gruppo indiano Jindal e a quello americano Flacks, anche il gruppo italiano Arvedi sarebbe pronto a presentare un’offerta per gli impianti siderurgici. La partecipazione di Arvedi, secondo quanto riferito da fonti vicine al dossier, aggiunge un nuovo elemento alla procedura di vendita.
Il termine per la presentazione delle offerte vincolanti è fissato alla mezzanotte dell’8 novembre. Nelle prossime ore dovrà quindi delinearsi il quadro delle proposte per l’acquisizione del gruppo siderurgico, in una procedura che si trascina da mesi e che arriva a un passaggio decisivo in un contesto industriale profondamente cambiato.
Impianti fermi a Taranto
La scadenza arriva dopo lo spegnimento dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, completato venerdì in esecuzione dei provvedimenti giudiziari confermati dalla Cassazione. La situazione incide sulle prospettive produttive del sito e sul futuro dei lavoratori. Durante il confronto al ministero del Lavoro, Maurizio Saitta, direttore generale di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, ha dichiarato che non risultava più acceso alcun impianto dell’area interessata.
La procedura di cessione dovrà misurarsi anche con le ricadute occupazionali. Sono oltre 8.600 i lavoratori potenzialmente interessati dalla cassa integrazione, mentre resta incerto il futuro dello stabilimento e del gruppo. L’esito della gara sarà quindi determinante per definire la prospettiva industriale degli impianti e il destino dei dipendenti coinvolti.
Le difficoltà dell’indotto
Accanto alla questione occupazionale, rimane critica la situazione delle imprese dell’indotto. Nonostante le sollecitazioni, i pagamenti per le prestazioni già eseguite non sono arrivati. Le aziende attendono complessivamente il versamento di decine di milioni di euro, in una fase finanziaria già complicata dalle difficoltà della società siderurgica.
La scadenza delle offerte rappresenta dunque un momento centrale per il futuro dell’ex Ilva. Jindal, Flacks e Arvedi sono i gruppi indicati come interessati alla procedura, ma sarà la verifica delle proposte vincolanti a chiarire quali siano le concrete prospettive per gli impianti di Taranto, per i lavoratori e per le aziende che operano nella filiera.