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Gasolio, termina lo sconto: accise più alte di 4,88 centesimi

Adusbef segnala una possibile frenata dei listini grazie al calo del Brent, sceso del 16,2% in pochi giorni

Da domani 8 novembre termina il taglio delle accise sul gasolio. Con la fine della proroga, il prelievo fiscale sul diesel aumenta di 4,88 centesimi di euro al litro, compresa l’Iva. L’incremento si traduce in una spesa aggiuntiva di 2,44 euro per un pieno da 50 litri.

Il possibile effetto del petrolio

La scadenza dello sconto arriva però in una fase caratterizzata dal calo delle quotazioni petrolifere. Secondo Adusbef, associazione impegnata nella tutela dei consumatori, la discesa registrata dal greggio potrebbe attenuare l’impatto dell’aumento fiscale sui prezzi praticati alla pompa.

A spiegare la situazione è il presidente dell’associazione, Antonio Tanza, secondo cui il mancato rinnovo della misura interviene mentre i mercati stanno mostrando un’andamento favorevole per gli automobilisti. Il ribasso del petrolio, pur non compensando automaticamente l’incremento delle accise, potrebbe infatti frenare la crescita dei listini.

Il calo del Brent

Il riferimento indicato da Adusbef è il Brent, il cui valore a fine ottobre aveva superato i 117 dollari al barile. Nel giro di pochi giorni la quotazione è diminuita del 16,2%. L’associazione considera la variazione un segnale economico rilevante, anche se precisa che il prezzo dei carburanti non dipende soltanto dall’andamento del petrolio.

Nel costo finale alla pompa incidono infatti più componenti, tra cui la fiscalità e le dinamiche della filiera. Per questo motivo la riduzione delle quotazioni internazionali non determina necessariamente un calo immediato e proporzionale del gasolio. La conclusione della proroga comporta intanto l’aumento già quantificato, mentre l’andamento del Brent potrebbe influire sui listini nei giorni successivi.