Vasto (CH)

Rischio risarcimento per il Comune di Vasto dopo la revoca

Gli ex titolari chiedono 300mila euro per presunti danni legati alla restituzione della struttura destinata a finalità sociali.

La confisca della villa acquisita dal Comune di Vasto è stata revocata dalla Corte d’Appello e l’immobile è stato restituito ai proprietari. La decisione apre ora un nuovo fronte giudiziario per l’amministrazione comunale, chiamata a difendersi da una richiesta di risarcimento quantificata in circa 300mila euro.

La destinazione sociale del bene

A rendere noto il contenzioso è stato il sindaco Francesco Menna. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, l’immobile era stato sequestrato dalla Guardia di finanza, quindi confiscato nell’ambito di un procedimento per reati legati allo spaccio di stupefacenti, con condanne confermate in tre gradi di giudizio.

Il bene era stato assegnato al Comune dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L’amministrazione aveva previsto di utilizzarlo per attività sociali e, in particolare, per realizzare una struttura di accoglienza per minori.

Per attuare il progetto, il Comune aveva affidato la gestione della villa a un’associazione attraverso un bando pubblico. L’assegnazione e l’utilizzo dell’immobile erano dunque avvenuti sulla base della confisca e del successivo provvedimento di destinazione adottato dagli organi competenti.

La richiesta dei proprietari

A distanza di quasi dieci anni, la Corte d’Appello ha però revocato la confisca per motivi che, secondo il sindaco, sarebbero estranei all’operato dell’amministrazione. In seguito alla restituzione della casa, i proprietari hanno avviato una causa risarcitoria nei confronti del Comune di Vasto, chiedendo circa 300mila euro per presunti danni di diversa natura.

Si tratta della terza iniziativa giudiziaria collegata alla vicenda. Il Comune è difeso dall’avvocato Nicolino Zaccaria, dell’avvocatura comunale. L’amministrazione sostiene di aver agito in esecuzione di un provvedimento dello Stato e nell’interesse della collettività, trasformando un bene sottratto alla criminalità in una struttura con finalità sociali.

Menna ha definito la situazione paradossale e ha ribadito che il Comune intende proseguire la propria difesa nelle sedi competenti. L’esito del procedimento dovrà stabilire se e in quale misura l’amministrazione sia tenuta a risarcire i proprietari per l’utilizzo dell’immobile durante il periodo in cui la confisca risultava efficace.