Il giudice monocratico del Tribunale di Avellino ha condannato a un anno e tre mesi, con pena sospesa, un quarantenne di Atripalda accusato di aver truffato una donna per 74.500 euro. L’imputato è stato invece assolto dall’accusa di autoriciclaggio con la formula perché il fatto non sussiste.
La sentenza prevede anche il pagamento di una provvisionale pari alla somma truffata. In seguito all’assoluzione dall’ipotesi di autoriciclaggio, il giudice ha inoltre disposto la perdita di efficacia della misura cautelare applicata nei confronti dell’uomo dal mese di luglio.
Il falso messaggio della Polizia Postale
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda è iniziata con un sms inviato alla vittima. Il messaggio segnalava un presunto tentativo di frode sul suo conto corrente e invitava la donna a contattare rapidamente un numero telefonico per bloccare l’operazione e mettere al sicuro il denaro.
La donna aveva chiamato il numero indicato e aveva parlato con una persona che si era presentata come ispettore della Polizia Postale. Seguendo le istruzioni ricevute, aveva eseguito un postagiro di 74.500 euro verso un conto indicato dal sedicente investigatore. Il conto, secondo l’accusa, era intestato proprio al quarantenne di Atripalda.
Le movimentazioni sul conto
Nel giro di 24 ore, tra il 15 e il 16 luglio, il denaro sarebbe stato movimentato attraverso una serie di acquisti e operazioni bancarie, che avrebbero portato a svuotare quasi completamente il conto. Prima di queste operazioni, la vittima aveva inoltre effettuato un bonifico di altri 3.300 euro sullo stesso rapporto. La somma complessiva sfiorava così gli 80mila euro.
Per i Carabinieri, l’autore della truffa era l’intestatario del conto sul quale erano confluite le somme. Gli esiti delle indagini erano stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Avellino, che aveva chiesto l’applicazione della custodia cautelare in carcere. La richiesta era stata firmata dal pubblico ministero Fabio Massimo Del Mauro.
Nel procedimento era stato disposto l’interrogatorio preventivo davanti al gip Giulio Argenio. La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Tulimiero, aveva contestato in particolare l’ipotesi di autoriciclaggio, anche davanti al Tribunale del Riesame. Dopo il verdetto, si attendono ora le motivazioni della decisione del giudice monocratico.