Le grate di protezione dell’ex Distilleria Angelini, nella zona della Costa Nord di Trani, sono state rimosse e l’area è rimasta senza una barriera efficace contro l’accesso ai fabbricati pericolanti. La segnalazione ha portato all’intervento della Polizia Locale, che ha effettuato un sopralluogo e ha rilevato la presenza di una falla nelle misure di sicurezza del sito.
Il caso è emerso sabato 7 novembre 2026, alle 16.55, dopo la constatazione della scomparsa di diversi pannelli in grigliato metallico, utilizzati per impedire l’ingresso nelle strutture dell’ex stabilimento industriale. Non si tratterebbe di una semplice manomissione: i moduli sarebbero stati smontati e portati via, lasciando liberi alcuni passaggi verso porzioni di edificio esposte a possibili cedimenti.
Il sopralluogo della Polizia Locale
Gli agenti intervenuti hanno documentato l’assenza delle recinzioni e redatto un verbale per la violazione e la sottrazione dei presidi di sicurezza. Per ridurre il rischio immediato, è stata predisposta una delimitazione provvisoria, con il ripristino temporaneo dell’interdizione all’ingresso. Restano da chiarire le circostanze della rimozione e se eventuali sistemi di videosorveglianza abbiano registrato movimenti nell’area.
Il sito dell’ex Angelini versa da tempo in condizioni di degrado, con macerie, residui di lavorazioni industriali ancora da bonificare e problemi di sicurezza a ridosso del fronte mare. La scomparsa dei pannelli ha esposto il perimetro al passaggio di curiosi, passanti e minori, aumentando i rischi connessi alla presenza di strutture murarie instabili.
Il contesto del progetto Costa Nord
La vicenda si inserisce nelle difficoltà che accompagnano il progetto di rigenerazione urbana della Costa Nord. Secondo i dati richiamati nel servizio, l’intervento, finanziato attraverso PNRR e FOI, avrebbe visto crescere la spesa per gli espropri da 1,24 a 2,46 milioni di euro, portando il costo complessivo oltre 3,6 milioni di euro.
Sullo stato dell’opera pesano anche la presenza di residui industriali, i vincoli della Soprintendenza e un contenzioso risarcitorio da 15 milioni di euro con la società Guastamacchia Spa. Il cantiere risulta fermo e la rimozione delle protezioni riapre il tema della custodia dell’area e della responsabilità nel mantenimento delle condizioni minime di sicurezza.
Il sopralluogo della Polizia Locale ha consentito di adottare una soluzione temporanea, ma non ha risolto i nodi legati alla gestione del sito. Restano da accertare chi abbia rimosso le grate, come sia stato possibile trasportarle senza interventi rilevati e quali misure definitive saranno adottate per impedire nuovi accessi ai fabbricati dell’ex distilleria.