Vibonati (SA)

Caso Villammare, il fratello resta con la nonna materna

La Corte potentina respinge l’impugnazione familiare e conferma la tutela per entrambi i bambini

Il fratello maggiore del bambino di Villammare, frazione di Vibonati, resterà con la nonna materna. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Potenza, Sezione per i minorenni, respingendo il reclamo presentato dal padre e da una zia paterna e confermando il provvedimento già adottato dal Tribunale per i Minorenni.

Resta invariata anche la collocazione del fratellino più piccolo, ricoverato in una struttura adeguata alle sue esigenze di assistenza. La decisione riguarda quindi entrambi i minori, per i quali sono state confermate le misure di protezione disposte nell’ambito del procedimento minorile.

La decisione della Corte d’Appello

Il pronunciamento è arrivato dopo la camera di consiglio del 17 settembre e conferma il decreto del Tribunale per i Minorenni di Potenza del 23 luglio 2026. Con quel provvedimento, i giudici avevano disposto il trasferimento del bambino dalla struttura protetta, dove si trovava dal giugno 2025, all’abitazione della nonna materna.

Il decreto prevede inoltre il sostegno dei servizi sociali al nucleo familiare che accoglie il minore e la prosecuzione del percorso riabilitativo, avviato dopo i gravi traumi riportati dal bambino. La Corte ha ritenuto che, allo stato, la permanenza presso la nonna materna risponda meglio all’interesse dei fratelli e ha escluso la sussistenza delle condizioni per il loro rientro presso uno dei genitori.

Il ricovero e le indagini penali

La vicenda è iniziata il 5 giugno 2025, quando il fratellino più piccolo, allora di nove mesi, è stato portato all’ospedale di Sapri per una crisi respiratoria. Gli accertamenti hanno però evidenziato un quadro molto più grave, con fratture al femore e alle costole, edema ed emorragia cerebrale ed emorragie retiniche.

Il bambino è stato trasferito d’urgenza in eliambulanza all’ospedale Santobono di Napoli, dove è stato ricoverato in condizioni critiche. La Procura di Lagonegro sta ancora accertando l’origine dei traumi. Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni investigative, alcune fratture sarebbero antecedenti al ricovero, circostanza che ha ampliato gli accertamenti.

Nelle indagini risultano coinvolti, secondo le precedenti cronache giudiziarie, la madre del piccolo e il suo attuale compagno. Per entrambi vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Il padre biologico era invece risultato estraneo ai fatti penalmente contestati.

Parallelamente, il Tribunale per i Minorenni ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale per entrambi i genitori. Si tratta di una misura di tutela distinta dall’accertamento delle eventuali responsabilità penali. Con il rigetto del reclamo, il fratello maggiore resta quindi con la nonna materna, affiancato dai servizi sociali, mentre il più piccolo continua a essere ospitato nella struttura che ne garantisce l’assistenza. Il procedimento resta aperto sia sul piano minorile sia su quello penale.