Una donna è ricoverata in coma e in prognosi riservata dopo essere stata colpita ripetutamente al volto e alle braccia dal compagno. L’aggressione è avvenuta in un appartamento nella zona sud di Vicenza, nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre. La vittima si trova all’ospedale San Bortolo, dove ha riportato ferite profonde, lesioni al nervo facciale e la frattura dell’osso temporale.
Per i fatti è stato arrestato un uomo di 35 anni, di origini marocchine e di professione barbiere. L’accusa contestata è quella di tentato femminicidio. Secondo la ricostruzione, al culmine di una lite il 35enne, presumibilmente alterato dall’alcol, avrebbe impugnato un coltello a serramanico e minacciato inizialmente la figlia della donna.
L’aggressione nell’appartamento
La ragazza è riuscita a uscire dall’abitazione e a chiedere aiuto. La madre, invece, avrebbe tentato di chiudersi in casa, ma l’uomo avrebbe forzato la porta e si sarebbe scagliato contro di lei. L’aggressione è avvenuta sotto gli occhi della figlia, che sarebbe stata anche rincorsa dall’uomo prima di riuscire a mettersi in salvo.
La donna è stata colpita più volte con il coltello e ha riportato cinque ferite profonde. Dopo l’intervento dei soccorsi è stata trasferita al San Bortolo, dove è attualmente ricoverata nel reparto di chirurgia plastica ricostruttiva. Le sue condizioni restano gravissime.
La fuga e l’arresto
Dopo l’aggressione, il 35enne sarebbe fuggito a piedi verso la stazione ferroviaria di Vicenza, abbandonando il coltello, e avrebbe preso un treno diretto a Castelfranco Veneto. Gli investigatori della squadra mobile vicentina hanno ascoltato la figlia della vittima e, sulla base degli elementi raccolti, hanno rintracciato l’uomo nella sua abitazione.
Durante la perquisizione sono stati trovati un giubbotto in pelle con tracce di sangue, il telefono e il biglietto ferroviario utilizzato per il viaggio. Il 35enne è stato condotto nel carcere di Santa Bona, a Treviso, dove si trova in isolamento in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto fissata al tribunale di Vicenza.