Molise

Ricina, nuovi elementi nell’inchiesta su Sara e Antonella

Restituita ai familiari l’abitazione di via Risorgimento dopo dieci mesi di vincolo giudiziario

Nuovi elementi sono emersi dall’ispezione eseguita nella palazzina di via Risorgimento a Campobasso, l’abitazione in cui vivevano Sara e Antonella. Il sopralluogo, durato circa quattro ore, si è concluso con il dissequestro dell’immobile, restituito alla disponibilità della famiglia dopo oltre dieci mesi di vincolo giudiziario.

I telefoni acquisiti

Tra il materiale preso in esame dagli investigatori figurano due vecchi cellulari, apparentemente inutilizzati da tempo e forse non più funzionanti. Uno dei dispositivi sarebbe riconducibile a Gianni Di Vita. Gli apparecchi saranno sottoposti a ulteriori verifiche per accertare se possano contenere informazioni utili alla ricostruzione della vicenda.

Durante l’attività sono stati considerati anche cinque libri appartenuti a Sara. Si tratta di romanzi polizieschi e storie investigative, volumi che richiamano il sogno coltivato dalla ragazza: diventare poliziotta. Tra le pagine dedicate a misteri, indagini e ricerca della verità è riemersa così un’aspirazione personale che gli inquirenti hanno ritenuto utile collocare nel quadro della ricostruzione della sua vita.

Le verifiche proseguono

Al sopralluogo ha assistito dall’esterno dell’abitazione anche Gianni Di Vita. Nel tardo pomeriggio, intorno alle 17, l’ex sindaco ha lasciato la Questura di Campobasso dopo aver firmato gli atti necessari alla restituzione dell’immobile. La fine del sequestro rappresenta un passaggio procedurale rilevante, ma non coincide con la conclusione dell’indagine.

Dalla Questura di Campobasso viene infatti confermato che gli accertamenti continuano. Gli investigatori stanno esaminando il materiale raccolto nelle ultime settimane e gli approfondimenti svolti negli istituti scolastici frequentati dalle due donne tra Riccia, Campobasso e Casacalenda. L’obiettivo è ricostruire contatti, relazioni, abitudini quotidiane e gli ultimi mesi della loro vita.

Non sono quindi esclusi ulteriori sviluppi già nei prossimi giorni. Alcune persone potrebbero essere nuovamente convocate in Questura per fornire chiarimenti o sottoporsi ad altri approfondimenti. Il lavoro degli inquirenti prosegue con l’esame di ogni elemento e di ogni testimonianza ritenuta utile, nel tentativo di completare il quadro della vicenda legata alla ricina e di chiarire i passaggi ancora irrisolti.