Parma (PR)

A Parma la FLC CGIL contesta tagli e tetto agli alunni stranieri

Il sindacato annuncia il presidio del 20 novembre: organici, inclusione e continuità didattica tra le richieste.

La FLC CGIL di Parma rilancia la partecipazione dei lavoratori dei settori della conoscenza allo sciopero generale proclamato dalla CGIL per venerdì 20 novembre. Il concentramento è previsto alle 9.30 in Piazzale Santa Croce, a Parma. Al centro della protesta ci sono i nuovi tagli prospettati per il sistema scolastico e il limite del 30% agli alunni stranieri, misure che il sindacato considera incompatibili con le esigenze delle scuole del territorio.

La situazione nelle scuole parmensi

Secondo i dati citati dalla FLC CGIL, nell’anno scolastico 2026/2027 la presenza di alunni stranieri nel Parmense si attesta intorno al 27,3%, rispetto al 21,3% rilevato nell’agosto 2024. Parma risulta inoltre la quarta provincia italiana per numero di istituti che superano la soglia del 30% di alunni con cittadinanza non italiana. Per il sindacato, l’evoluzione della composizione delle classi richiede programmazione, personale e risorse dedicate all’inclusione.

Il segretario generale provinciale Giovanni Zavattoni sostiene che alle scuole servano docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario, oltre a tempo e strumenti per garantire le ore di italiano, l’accoglienza e la continuità didattica. La posizione della FLC CGIL è che l’introduzione di un tetto agli alunni stranieri, accompagnata dalla riduzione degli organici, non risponda alle difficoltà concrete affrontate quotidianamente dagli istituti.

Tagli agli organici e dimensionamento

Nel documento diffuso dal sindacato vengono richiamati anche i tagli già subiti e gli accorpamenti legati al dimensionamento scolastico. Per la FLC CGIL, un’ulteriore riduzione del personale potrebbe rendere più complessa l’organizzazione dei servizi e indebolire la rete della scuola pubblica, con ricadute su lavoratori, studenti e famiglie.

Il quadro nazionale indicato dalla legge di bilancio per il 2027 prevede, secondo il sindacato, 4.925 posti docenti e 2.049 posti ATA in meno dal 2027/28, per una riduzione complessiva vicina ai settemila posti. Sommando gli interventi delle due precedenti leggi di bilancio, il numero dei posti cancellati supererebbe quota 16.200. La FLC CGIL denuncia inoltre nuovi finanziamenti destinati agli istituti privati paritari, mentre vengono ridotte le risorse per la scuola statale.

Il sindacato richiama anche i rilievi europei sulla compatibilità del limite del 30% con il principio di non discriminazione fondato sulla nazionalità. La richiesta è di stralciare la norma e di investire invece nell’organico necessario a sostenere l’inclusione e il diritto allo studio.

La protesta del 20 novembre riguarderà tutti i settori della conoscenza. Nelle università e negli enti di ricerca sono contestati i tagli al Fondo di finanziamento ordinario e i limiti al ricambio del personale, mentre nell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica vengono chieste stabilizzazioni, organici adeguati e diritti equiparati a quelli del sistema universitario. La FLC CGIL segnala infine una questione salariale: le risorse previste per i rinnovi contrattuali, secondo il sindacato, coprirebbero circa un terzo dell’inflazione.

La federazione provinciale invita docenti, personale ATA e lavoratori della conoscenza a partecipare al presidio di Piazzale Santa Croce. L’appello è rivolto anche a studenti e famiglie, con l’obiettivo dichiarato di difendere il lavoro e il diritto allo studio nei diversi ambiti della formazione.