Il caffè ai funghi è una bevanda nata negli Stati Uniti e diffusa nel Nord Europa che sta iniziando a trovare spazio anche in Italia, soprattutto nelle torrefazioni e nei negozi specializzati in prodotti biologici del Nord. Il nome può trarre in inganno: il prodotto non ha necessariamente un marcato sapore di funghi.
Che cosa contiene
La base è generalmente costituita da caffè arabica, solubile oppure macinato, a cui vengono aggiunti estratti in polvere di funghi utilizzati da secoli nella tradizione asiatica. Tra gli ingredienti più ricorrenti figurano la criniera di leone, nota anche come Hericium erinaceus, il cordyceps e il chaga. Le polveri si sciolgono nella bevanda e, secondo la descrizione del prodotto, contribuiscono ad ammorbidire il gusto, rendendolo più rotondo e meno amaro.
Uno dei motivi di interesse riguarda il contenuto di caffeina, generalmente inferiore rispetto a quello di un espresso. L’obiettivo di chi lo sceglie è ottenere una pausa dal gusto simile a quella tradizionale, ma con una quantità più contenuta dello stimolante e, per alcuni consumatori, con una minore sensazione di nervosismo o il calo di energia che può seguire il consumo di più caffè nell’arco della mattinata.
Preparazione e cautele
La preparazione è simile a quella del caffè solubile: basta sciogliere un cucchiaino in acqua calda. Il prodotto può essere utilizzato anche insieme a latte o bevande vegetali, per una versione simile a un latte, oppure consumato freddo dopo essere stato agitato con ghiaccio.
Tra gli esempi presenti sul mercato europeo c’è Mush n Go, marchio francese che produce a Tolosa una miscela con criniera di leone, cordyceps e chaga. Una tazza contiene circa 20 milligrammi di caffeina, contro gli 80 milligrammi indicati per un espresso. Il marchio ha iniziato a effettuare consegne anche in Italia a partire dall’autunno.
Gli estratti di fungo sono al centro di diversi filoni di ricerca, ma gli studi condotti sull’uomo sono ancora limitati e non consentono di attribuire effetti precisi alla bevanda. Il caffè ai funghi resta quindi un alimento e non un medicinale: non sostituisce una dieta varia né un adeguato riposo. In caso di gravidanza, allattamento o terapie in corso, è consigliabile chiedere il parere del proprio medico prima di assumere prodotti o integratori a base di funghi.