Internazionale

Alliana giura da presidente, Peña ai domiciliari

Il Senato ha destituito l'ex capo dello Stato dopo il dissesto dell'istituto finanziario

Pedro Alliana ha prestato giuramento come nuovo presidente del Paraguay, assumendo l’incarico dopo la rimozione di Santiago Peña. Il passaggio di poteri è avvenuto nella notte, secondo l’orario italiano, al termine di una giornata segnata dalla crisi bancaria legata al crac di Ueno Bank e dalla decisione del Senato di destituire il capo dello Stato.

Il voto del Senato

Peña è stato dichiarato all’unanimità colpevole di cattiva condotta nell’esercizio delle sue funzioni. L’accusa parlamentare riguarda il ruolo attribuito all’ex presidente nella grave crisi finanziaria che ha coinvolto l’istituto bancario. La rimozione dall’incarico e l’insediamento del vicepresidente sono così maturati nello stesso giorno, in un contesto di forte tensione istituzionale e finanziaria.

Nel suo primo discorso al Senato dopo il giuramento, Alliana, 52 anni, ha rivolto l’attenzione alle persone colpite dal dissesto. Il nuovo presidente ha assicurato che i cittadini che stanno affrontando le conseguenze del caos finanziario saranno pienamente risarciti e ha dichiarato che le autorità non li lasceranno soli. Le sue parole hanno accompagnato l’avvio del nuovo mandato, apertosi mentre il Paese è alle prese con le ricadute della crisi bancaria.

Le accuse contro l’ex presidente

Parallelamente alla destituzione, Santiago Peña è stato posto agli arresti domiciliari. La misura è stata comunicata dal pubblico ministero Silvia Margarita González Vester, che ha precisato come l’ex presidente rimarrà in custodia presso la propria abitazione.

Secondo quanto riferito dalla procura, Peña sarà ascoltato sabato alle 11, ora locale. L’audizione riguarda i presunti reati di abuso d’ufficio, traffico di influenze e gestione a scopo di lucro personale. Il procedimento giudiziario si sviluppa quindi mentre Alliana ha già assunto formalmente la presidenza e mentre restano da affrontare gli effetti della crisi collegata a Ueno Bank.

La vicenda riunisce dunque tre passaggi distinti ma collegati: la condanna politica pronunciata dal Senato, la sostituzione del presidente con il suo ex vicepresidente e l’apertura di un procedimento nei confronti dell’ex capo dello Stato. Al centro resta il dissesto bancario, indicato dalle autorità come il contesto nel quale si sarebbero verificati i fatti contestati a Peña.