Un’officina meccanica e carrozzeria abusiva è stata individuata e sequestrata dalla Guardia di Finanza nel Friuli Collinare. La struttura operava senza le autorizzazioni previste e non risultava conosciuta al Fisco. Al termine degli accertamenti, i militari hanno ricostruito redditi d’impresa sottratti a tassazione per quasi un milione di euro nell’arco di cinque anni.
L’intervento è stato condotto dai finanzieri della Tenenza di San Daniele del Friuli nell’ambito dei controlli economici sul territorio. L’attività investigativa è partita da una fase di analisi e monitoraggio, seguita da verifiche sul posto e da ricognizioni aeree. A queste operazioni ha collaborato anche la Sezione aerea della Guardia di Finanza di Venezia.
La struttura e i rifiuti sequestrati
L’attività era stata allestita in un centro abitato del Friuli Collinare e disponeva di attrezzature professionali per la riparazione dei veicoli. Tra i dispositivi presenti figuravano ponti sollevatori, compressori e smontagomme, oltre ad apparecchiature informatiche utilizzate per la diagnosi delle automobili. I locali erano tuttavia privi delle autorizzazioni necessarie per esercitare come officina meccanica e carrozzeria.
Durante il controllo, i finanzieri hanno trovato all’interno e all’esterno della struttura ingenti quantità di rifiuti speciali e pericolosi. Erano presenti parti di autoveicoli, pneumatici, residui di diluenti e solventi, batterie usate, oli esausti e filtri. Secondo gli accertamenti, i materiali risultavano stoccati e gestiti in violazione della normativa ambientale.
Denuncia e conseguenze fiscali
I locali sono stati sottoposti a sequestro e il titolare dell’attività è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Udine per violazioni del Testo unico ambientale. In seguito, il titolare ha pagato una sanzione amministrativa e ha provveduto al ripristino del sito secondo le prescrizioni impartite dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
Le attrezzature utilizzate per l’attività abusiva sono state successivamente alienate attraverso l’Istituto vendite giudiziarie di Udine. Sul piano tributario, gli accertamenti hanno consentito di ricostruire i redditi dell’impresa non dichiarati nel periodo esaminato. La somma, vicina al milione di euro, riguarda i redditi sottratti a tassazione ricostruiti dagli investigatori e non l’ammontare delle imposte effettivamente evase.