Venerdì 21 maggio 2027 il Giro d’Italia tornerà nel centro di Reggio Emilia, a cinque anni dall’ultimo arrivo cittadino. La frazione numero 13 della Corsa Rosa partirà da Borgo Val di Taro, nell’Appennino parmense, e si concluderà in viale Isonzo, lungo la circonvallazione, dopo 176 chilometri e un dislivello complessivo di 750 metri.
Il passaggio nell’area reggiana
Gran parte del percorso si svilupperà nella provincia di Reggio Emilia, attraversando 16 amministrazioni reggiane. La carovana entrerà nel territorio provinciale arrivando da Traversetolo e passando da San Polo d’Enza. Al chilometro 78 i corridori affronteranno la salita di Borsea, dove è previsto un Gran Premio della Montagna di quarta categoria, il livello meno impegnativo della classificazione.
Il tracciato proseguirà attraverso i territori legati alle antiche terre della Grancontessa Matilde di Canossa, toccando Quattro Castella e Bibbiano. La corsa passerà quindi da Montecchio e da Calerno di Sant’Ilario, prima di dirigersi verso Campegine e di entrare nella Bassa reggiana, in direzione del Po.
Il gruppo attraverserà Castelnovo Sotto e Poviglio, quindi Boretto, Gualtieri e Guastalla, l’antico centro dell’ex ducato. Da qui la strada porterà verso Correggio, passando prima da Novellara e Rio Saliceto. Via della Repubblica accompagnerà poi la corsa fuori da Correggio, verso via Lenin a Gavassa e via Vertoiba, considerata una delle porte d’accesso alla città dalla zona del Campovolo e dal quartiere di Santa Croce.
Volata finale in viale Isonzo
Nel tratto conclusivo i corridori percorreranno via Adua, prima di affrontare la volata sui viali della circonvallazione. La frazione è considerata particolarmente adatta ai velocisti: un percorso tra i più semplici dell’edizione, pensato come una sorta di passaggio intermedio dopo le fatiche sulle cime dell’Appennino in Lunigiana e prima del fine settimana impegnativo sulle strade della Lombardia e sui rilievi orobici.
Per Reggio Emilia si tratta del ritorno di un arrivo del Giro d’Italia dopo l’edizione del 2022. In quell’occasione fu Alberto Dainese a imporsi allo sprint proprio in viale Isonzo, precedendo sul traguardo Fernando Gaviria. Nell’edizione successiva citata nel percorso della Corsa Rosa, la carovana partita da Viareggio si fermò invece a Castelnovo Monti, dove il successo andò all’ecuadoriano Richard Carapaz.