Livorno (LI)

Presidio a Livorno, rinviato il carico di mezzi militari

L’attracco della Alliance Norfolck era previsto nello scalo labronico: l’iniziativa è stata bloccata dall’azione al Varco Valessini.

Usb e Gruppo Autonomo Portuali hanno organizzato un presidio al porto di Livorno per contestare il transito di armamenti attraverso lo scalo. La mobilitazione ha riguardato l’arrivo della nave americana Alliance Norfolck, attesa per il carico di circa 50 veicoli militari.

L’attracco, previsto nella giornata di giovedì 5 novembre, è stato rinviato durante le iniziative promosse dai lavoratori. Il presidio si è svolto presso il Varco Valessini, uno degli accessi all’area portuale, con l’obiettivo di impedire che l’operazione di imbarco potesse essere portata a termine.

La mobilitazione al porto

La protesta era iniziata nel pomeriggio di mercoledì 4 novembre ed è proseguita il giorno successivo. Usb e Gruppo Autonomo Portuali hanno mantenuto la presenza davanti al varco per sollecitare chiarimenti sul trasferimento dei mezzi e chiedere che traffici di questo tipo non passino dal porto e dalle aree urbane di Livorno.

In una nota diffusa durante la mobilitazione, il sindacato Usb ha ribadito la volontà di proseguire nella contestazione: i veicoli militari, secondo l’organizzazione, non possono essere considerati merci ordinarie perché legati a operazioni belliche. Il sindacato ha quindi chiesto risposte sulle autorizzazioni e sulle modalità del transito.

Il carico rinviato

Il rinvio dell’attracco della Alliance Norfolck è stato collegato alla mobilitazione dei lavoratori, che hanno cercato di evitare il completamento delle attività previste nello scalo labronico. Il testo non riferisce una nuova data per l’arrivo della nave né indica se e quando il carico dei mezzi militari verrà riprogrammato.

La vicenda riporta al centro del confronto il ruolo dei porti commerciali nel transito di materiali destinati all’uso militare e le ricadute di queste operazioni sulle comunità che vivono nelle aree portuali. A Livorno, Usb e Gruppo Autonomo Portuali hanno annunciato la prosecuzione della mobilitazione in attesa di risposte.