Trieste (TS)

A Trieste chiuso il magazzino 19: gli altri restano accessibili

Dopo i fatti del 2 novembre, il provvedimento non ha svuotato l’antico scalo: alcune persone continuano a trovare riparo negli edifici.

La chiusura di uno dei magazzini del Porto vecchio di Trieste non ha interrotto la presenza di persone che, in assenza di alternative, continuano a trovare riparo negli edifici dell’antico scalo. Il magazzino 19 è stato sigillato nella mattinata del 5 novembre, dopo i tragici fatti del 2 novembre, ma le altre strutture dell’area restano in parte accessibili.

La chiusura del magazzino 19

Tra le persone coinvolte c’è Shaquil, giovane di nazionalità bengalese, che ha raccontato di aver dormito negli ultimi giorni all’interno dell’edificio. Nel magazzino, ha spiegato, sono rimasti il letto e lo zaino. Dopo la chiusura, il giovane non sa come recuperare i propri effetti personali e considera il rientro nella struttura l’unica possibilità.

L’accesso al magazzino è stato impedito con pesanti assi di legno, secondo l’ordine disposto dalla prefettura. La misura ha reso di fatto inaccessibile lo stabile, senza però risolvere la situazione più ampia che riguarda l’utilizzo degli altri edifici dell’area. Il sopralluogo condotto nei giorni successivi ha mostrato che la chiusura di una struttura non coincide con lo sgombero complessivo del Porto vecchio.

Un’area in attesa di riqualificazione

Il destino dell’antico scalo è legato a un progetto di riqualificazione e sistemazione complessiva. Nell’attesa che il piano venga realizzato, la chiusura dei singoli magazzini finisce per spostare in avanti il problema, senza modificare immediatamente le condizioni di chi continua a vivere negli edifici rimasti aperti.

La vicenda si inserisce inoltre nel quadro più ampio dell’immigrazione a Trieste, terminale italiano della rotta balcanica. Il testo richiama la responsabilità dello Stato nella gestione del fenomeno e dell’accoglienza, mentre sul territorio restano le conseguenze concrete della mancanza di soluzioni definitive. Per questo, la sigillatura del magazzino 19 rappresenta soltanto un passaggio della vicenda: il tema dell’accessibilità degli altri stabili e della permanenza delle persone nell’area resta aperto.