Rabbia, commozione e lacrime hanno accompagnato la prima proiezione di Se domani non torno, il film dedicato a Giulia Cecchettin, al cinema Fiamma di Firenze. In sala c’erano studenti e docenti di cinque istituti superiori fiorentini, coinvolti nell’iniziativa promossa da Unicoop per affrontare il tema della violenza nelle relazioni e della necessità di un cambiamento culturale.
Durante la proiezione alcuni ragazzi si sono abbracciati, altri hanno cercato conforto negli insegnanti. Una studentessa ha avuto una crisi di pianto ed è uscita dalla sala prima della conclusione, accompagnata da una docente. Il film racconta la vicenda di Giulia, uccisa dall’ex fidanzato, che dopo il delitto era fuggito e una settimana più tardi era stato fermato in Germania.
Il racconto della famiglia
La pellicola segue anche il percorso di Gino Cecchettin, padre della giovane, che dopo la morte della figlia ha trasformato il dolore in un impegno pubblico contro le violenze di genere. La famiglia ha scelto di condividere la propria esperienza per alimentare una riflessione sul controllo, sulle prepotenze e sui comportamenti che possono essere alla base di relazioni malate.
Alla proiezione hanno partecipato gli studenti degli istituti Salvemini-Duca d’Aosta, Marco Polo, Pascoli, Castelnuovo e Galileo. L’impatto emotivo è stato forte, ma diversi ragazzi hanno sottolineato l’importanza di conoscere queste storie. Una studentessa, all’uscita, ha parlato di dinamiche che fanno paura e della difficoltà di credere che quanto accaduto sia realmente successo.
Il confronto nelle scuole
Per gli insegnanti, l’incontro rappresenta un’occasione per proseguire il lavoro avviato nelle classi. Michela Bocchietti, docente del liceo Castelnuovo, ha ricordato che il tema non riguarda soltanto gli adulti: atteggiamenti di controllo e prevaricazione possono emergere anche tra gli adolescenti e devono essere riconosciuti e contrastati.
La collega Guya Allodi ha spiegato che a scuola si parte spesso dalle esperienze degli studenti e dai racconti che scelgono di condividere. Iniziative come quella al cinema, ha aggiunto, aiutano a riflettere sui segnali di pericolo e sulle possibili risposte, trasformando una storia dolorosa in un momento di consapevolezza collettiva.
Ilaria Ostolano ha infine evidenziato il valore anche emotivo del percorso. Secondo la docente, affrontare argomenti come libertà, consenso e amore permette ai ragazzi di comprendere meglio le proprie reazioni e di sviluppare strumenti per gestirle. Nei prossimi giorni, nelle scuole coinvolte, il tema sarà ripreso attraverso discussioni e dibattiti, con l’obiettivo indicato dagli stessi studenti: contribuire a una generazione del cambiamento, capace di modificare linguaggi e atteggiamenti nelle relazioni.