Poggio Morello, frazione di Sant’Omero, ospiterà la riproduzione del motore ideato da Eugenio Barsanti e Felice Matteucci. L’esposizione è prevista dall’8 al 16 maggio 2027, in occasione del 31° Raduno Fiat 600 in programma l’8 e il 9 maggio. L’iniziativa porterà nel borgo teramano un modello dimostrativo del dispositivo considerato uno dei passaggi fondamentali nella storia della propulsione moderna.
Dall’intuizione al primo prototipo
La vicenda scientifica ebbe origine a metà dell’Ottocento, quando le macchine a vapore rappresentavano il principale sistema per produrre forza. Nel 1843 Barsanti, impegnato nell’insegnamento a Volterra, osservò l’energia sprigionata dall’esplosione di un gas durante un esperimento con la pistola di Volta. Da quell’osservazione nacque l’idea di trasformare la spinta in energia meccanica.
Per sviluppare il progetto servivano però competenze tecniche specifiche. Alla fine del 1851 Barsanti iniziò così a collaborare con Matteucci, ingegnere e studioso di meccanica. I due lavorarono alla realizzazione di un sistema in grado di trasformare l’esplosione di una miscela gassosa in un movimento regolare. Il 5 giugno 1853 presentarono una memoria all’Accademia dei Georgofili di Firenze e nello stesso anno costruirono il primo prototipo funzionante in via sperimentale.
Nel 1854 gli inventori ottennero in Inghilterra un certificato di protezione per la loro invenzione. Nel 1863, dopo l’attenzione suscitata dal motore di Lenoir, il Reale Istituto Lombardo riconobbe la priorità del progetto Barsanti-Matteucci. Un ulteriore riconoscimento è arrivato nel 2004, quando il Deutsches Museum di Monaco ha esposto una targa dedicata al primato dei due italiani.
La riproduzione in esposizione
Il modello che sarà presentato a Poggio Morello consente di osservare il movimento degli organi meccanici e il principio secondo cui la combustione produce una spinta capace di azionare il pistone. Non si tratta ancora del propulsore delle automobili contemporanee, ma di una tappa decisiva verso lo sviluppo dei motori moderni e, in prospettiva, della motorizzazione di massa rappresentata anche dalla Fiat 600.
Durante l’esposizione un ingegnere meccanico illustrerà il funzionamento della riproduzione. Sono inoltre previste proiezioni video e due presentazioni al giorno, rivolte a cittadini, visitatori, equipaggi del raduno e scuole. L’obiettivo è rendere accessibile il percorso che collega l’intuizione dei due inventori alla successiva evoluzione della tecnologia motoristica.
L’iniziativa è stata ideata e promossa da Mauro Di Addezio, con la collaborazione della Fondazione Barsanti e Matteucci, che mette a disposizione il modello, e dell’Associazione Culturale Podium, organizzatrice del raduno e curatrice dell’esposizione. La mostra costituisce la seconda tappa di un percorso dedicato alla cultura del motorismo storico, avviato nel 2026 a Poggio Morello con la presentazione del volume Fiat 600 e Multipla: 70 anni di storia (1956–2026).
Con l’arrivo della riproduzione, il borgo collegherà idealmente le origini della propulsione a scoppio alla storia della Fiat 600. L’Associazione Podium prosegue così le attività rivolte alla promozione di manifestazioni culturali e popolari dedicate al motorismo e alla valorizzazione del territorio.