L’approvazione all’unanimità del Ddl Guidi al Senato segna, secondo il senatore sanremese Gianni Berrino, un passaggio rilevante nel riconoscimento dei diritti e della piena dignità delle persone con disabilità. Il provvedimento interviene sul linguaggio della Costituzione e, nelle parole del parlamentare, assume un significato che va oltre il semplice aggiornamento terminologico.
Il significato della modifica
Berrino sottolinea che la revisione punta a rafforzare il riconoscimento delle persone con disabilità nella Carta costituzionale, superando espressioni considerate ormai inadeguate. L’obiettivo indicato è promuovere una cultura istituzionale più attenta ai principi di uguaglianza, rispetto e inclusione, con una formulazione capace di riflettere in modo più chiaro la tutela di ogni cittadino.
Il senatore definisce l’approvazione del disegno di legge un passo avanti per i diritti civili e umani e osserva che il cambiamento non riguarda soltanto le parole, ma anche il modo in cui la Costituzione riconosce e protegge le persone. Il valore attribuito all’intervento riguarda quindi il piano civile e umano, oltre a quello formale della modifica normativa.
I ringraziamenti al promotore
Nel commentare il risultato, Berrino ha rivolto un ringraziamento al senatore Antonio Guidi, promotore del disegno di legge, per l’impegno e la determinazione con cui ha portato avanti l’iniziativa. Il parlamentare ha inoltre ringraziato i colleghi di Palazzo Madama che hanno sostenuto il provvedimento, consentendo di raggiungere un voto condiviso da tutti i senatori.
Per Berrino, il significato delle parole contenute nella Costituzione è legato al modo in cui le istituzioni riconoscono i cittadini e ne tutelano i diritti. L’inserimento di un linguaggio ritenuto più rispettoso dovrebbe affermare con maggiore chiarezza che nessuno deve essere lasciato indietro e che le garanzie fondamentali spettano a tutti, senza distinzioni.
Il senatore ha concluso richiamando la necessità di proseguire il percorso verso una società capace di assicurare pari opportunità e piena partecipazione. La modifica della Carta fondamentale viene così presentata come uno degli strumenti attraverso cui rafforzare il riconoscimento delle persone con disabilità e il principio di inclusione.