Si è aperta a Belluno la sessione inaugurale della nuova Consulta regionale dei Veneti nel Mondo, organismo previsto dalla legge regionale 2/2003 e rinnovato lo scorso agosto. L’incontro, avviato il 5 novembre 2026, proseguirà fino a sabato 7 novembre con la partecipazione dei rappresentanti delle comunità venete presenti nei cinque continenti e sul territorio regionale.
Ad aprire i lavori è stato Marco Zecchinato, assessore regionale all’Identità veneta, che ha richiamato il ruolo della rete internazionale costruita dalle comunità di origine veneta. Secondo i dati citati nel suo intervento, nel mondo vivono oltre cinque milioni di veneti e oriundi veneti. Per l’assessore, questo insieme di relazioni, conoscenze ed esperienze costituisce una risorsa per il Veneto.
Il confronto con le nuove generazioni
L’appuntamento di Belluno coincide quest’anno con il Meeting del Coordinamento dei giovani veneti e oriundi veneti residenti all’estero. La presenza congiunta della Consulta e del coordinamento giovanile punta a favorire il confronto tra generazioni e la conoscenza delle diverse realtà sociali e culturali in cui vivono le comunità venete.
Nel suo intervento, Zecchinato ha indicato nei giovani una delle risorse future per promuovere le eccellenze venete nel mondo. Il programma dei lavori prevede momenti di discussione e occasioni di incontro per mettere in relazione esperienze maturate in contesti differenti e individuare possibili forme di collaborazione.
Un organismo con obiettivi culturali ed economici
La Consulta non viene presentata soltanto come uno strumento per mantenere la memoria storica e il legame affettivo con la terra d’origine. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è rafforzarne il ruolo come punto di collegamento con ricadute anche sul piano sociale ed economico, oltre che culturale.
L’esecutivo regionale auspica che l’organismo possa superare la sola rappresentanza istituzionale e diventare un laboratorio permanente di elaborazione, confronto e iniziativa. I lavori in programma nei prossimi giorni saranno dedicati anche al futuro delle comunità venete oltreconfine e al possibile contributo della rete alle politiche regionali.