Bologna (BO)

Virtus Bologna, terza sconfitta di fila e difesa da registrare

Contro Trieste arrivano cento punti al passivo: il tecnico chiede maggiore attenzione nella propria metà campo

La Virtus Bologna attraversa un momento delicato. La squadra allenata da Álex Mumbrú ha incassato la terza sconfitta consecutiva, ancora al PalaDozza, e dopo il confronto con Trieste deve fare i conti soprattutto con le difficoltà mostrate nella propria metà campo.

Contro la formazione giuliana il risultato ha superato quota cento: 100 punti concessi a Trieste, dopo i 103 incassati dal Besiktas. È la prima volta in stagione che la Virtus subisce almeno cento punti. Un dato che va letto anche considerando il ritmo della squadra, costruita per correre e per aumentare il numero dei possessi, ma che evidenzia comunque un problema di continuità difensiva.

Il confronto sui tiri liberi

Al termine della gara con Trieste, Mumbrú ha richiamato l’attenzione anche sulla disparità nei tiri liberi. La Virtus ne ha avuti a disposizione 15, mentre gli ospiti sono arrivati a 29, quasi il doppio. Il dato arbitrale è stato indicato dal tecnico tra gli elementi che hanno condizionato la partita, ma non basta a spiegare una prestazione difensiva apparsa meno solida rispetto alle precedenti uscite.

In campionato, il miglior dato della Virtus risale alla prima giornata, con i 69 punti concessi a Varese. Nelle cinque partite precedenti alla sfida con Trieste, la squadra aveva incassato 69 punti contro Varese, 89 con la Maxima, 86 con Venezia, 83 con Scafati e 94 con Milano, in quest’ultimo caso con l’aggiunta dei tempi supplementari. La media del passivo era di 84,2 punti: quasi sedici in meno rispetto ai cento subiti contro i giuliani.

Il rendimento in Eurolega

Un andamento simile emerge anche dal percorso europeo. Nelle prime otto gare di Eurolega, la Virtus aveva concesso 78 punti al Fenerbahce, 87 a Milano, 94 all’Olympiacos, 87 al Bayern, 94 a Parigi, 78 al Baskonia, 90 all’Hapoel e 91 allo Zalgiris. La media era di 87,4 punti al passivo, molto più bassa dei 103 realizzati dal Besiktas, capace di restare in partita fino alla fase conclusiva.

La squadra non può rinunciare alla propria identità offensiva. Il roster è stato costruito per giocare a ritmo alto e, fatta eccezione per il capitano Hackett, non presenta molti giocatori abituati a rallentare sistematicamente l’azione. Proprio per questo, però, la Virtus deve ritrovare intensità, equilibrio e applicazione difensiva, piegando le gambe e lavorando con maggiore continuità contro gli attacchi avversari.

Il passaggio più evidente è arrivato dopo la vittoria ottenuta contro i campioni d’Italia di Milano al Forum di Assago, successo che aveva interrotto due sconfitte consecutive tra Supercoppa ed Eurolega. Da quel momento, con la sola eccezione rappresentata dallo Zalgiris, la difesa ha mostrato segnali di cedimento. Per una squadra che punta a correre e a produrre molto in attacco, la priorità diventa ora riaccendere rapidamente la propria tenuta nella metà campo difensiva.