Emilia-Romagna

Due trapianti di rene riusciti con un farmaco sperimentale a Bologna

Dopo tredici anni in dialisi, Maria-Chiara Negri e Roberto Mazzotti hanno superato una condizione immunitaria estrema.

Due trapianti di rene riusciti con un farmaco sperimentale a Bologna

Sono tra i primi pazienti al mondo ad aver ricevuto un trapianto di rene dopo una terapia sperimentale pensata per ridurre una particolare condizione immunitaria. La procedura è stata eseguita al Policlinico Sant’Orsola di Bologna e ha coinvolto due emiliano-romagnoli, Maria-Chiara Negri e Roberto Mazzotti.

Il trattamento è stato possibile grazie al Cizutamig, un farmaco sviluppato dalla startup statunitense Candid Therapeutics e utilizzato fino a quel momento nella cura del mieloma multiplo. Il Sant’Orsola, insieme a due ospedali di Barcellona e Berlino, è stato individuato tra i centri di riferimento per questa sperimentazione.

La condizione che rendeva impossibile il trapianto

I due pazienti erano considerati ultraimmuni: il loro organismo aveva sviluppato caratteristiche tali da rendere estremamente probabile il rigetto di un nuovo organo. Gaetano La Manna, direttore del Centro trapianti di rene del Policlinico, ha spiegato che proprio questa condizione portava a considerare prossima allo zero la possibilità di un intervento.

Negri, 51 anni e residente nel Bolognese, aveva iniziato la dialisi a dodici anni a causa di un problema immunitario. A diciotto anni era arrivato il primo trapianto, con un rene rimasto funzionante per ventidue anni. Dopo il nuovo ingresso in dialisi, la paziente ha affrontato tredici anni di trattamenti, tre volte alla settimana per quattro ore al giorno.

Per Roberto Mazzotti, 54 anni, pizzaiolo ravennate, la dialisi era cominciata a ventotto anni. Il primo trapianto, eseguito quando ne aveva trenta, aveva funzionato fino al 2012. L’anno successivo era stato necessario riprendere le sedute e gli era stato comunicato che le possibilità di un ulteriore intervento erano praticamente nulle.

Le prospettive dopo la sperimentazione

Entrambi hanno raccontato il cambiamento nella vita quotidiana dopo il nuovo trapianto. Negri ha sottolineato di poter finalmente programmare una vacanza senza la limitazione della dialisi, mentre Mazzotti ha descritto il ritorno a una quotidianità più normale e l’intenzione di riprendere il lavoro appena possibile.

Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale ha indicato la vicenda come un esempio dell’importanza degli investimenti nella ricerca, mettendo in relazione assistenza, innovazione e formazione. La direttrice del Policlinico, Chiara Gibertoni, ha invece ribadito la necessità di ulteriori risorse per la sanità pubblica.

Nel corso dell’incontro, de Pascale ha inoltre annunciato l’intenzione della Regione di valutare il ricorso alla Corte costituzionale contro la legge di Bilancio, contestando il trasferimento degli oneri necessari a garantire i Livelli essenziali di assistenza. Il presidente ha confermato anche la partecipazione alla manifestazione prevista per il 20 novembre. La sperimentazione sui trapianti rappresenta intanto una possibilità per pazienti che, fino a poco tempo fa, non avevano alternative concrete.