Sarà Elena Ledda a ricevere il Gasparo d’Oro 2026, il riconoscimento istituito dalla Città di Salò per premiare i residenti che si sono distinti nell’impegno sociale e culturale o che hanno contribuito a dare prestigio alla comunità. La cerimonia è in programma mercoledì 4 novembre 2026 alle 20.30, nella Sala dei Provveditori, nel giorno dedicato al patrono San Carlo Borromeo.
Ledda è la terza donna a ottenere il riconoscimento nelle ventidue edizioni del Gasparo da Salò. Prima di lei erano state premiate suor Assunta Corti, nel 2002, e l’astrofisica Paola Rebusco, nel 2016. La decisione è stata assunta nei giorni scorsi dalla Giunta e dal sindaco Francesco Cagnini.
Le motivazioni del riconoscimento
Alla base dell’assegnazione c’è l’attività svolta da Ledda in ambito letterario, artistico e storico per la promozione della storia di Salò e della cultura gardesana. Tra le motivazioni viene inoltre indicato il lavoro di studio e divulgazione dedicato all’opera e alla figura di Gabriele d’Annunzio.
Elena Ledda è membro dell’Ateneo di Salò dal 1990 e ne è stata presidente dal 2016 al 2024. Nel corso del suo impegno ha operato per la salvaguardia e la promozione del patrimonio librario e archivistico dell’istituzione salodiana. Per oltre vent’anni ha inoltre ricoperto il ruolo di responsabile delle Biblioteche del Vittoriale degli Italiani e di conservatrice dell’Archivio storico fiumano della Fondazione.
Dal 2019 presiede il Centro Nazionale di Studi Dannunziani di Pescara, attività attraverso la quale promuove convegni internazionali, iniziative espositive e incontri dedicati alle novità editoriali sul poeta. È anche vicepresidente della Fondazione Opera Pia Carità Laicale e Istituto Lodroniano di Salò, istituzione che gestisce il Mu.Sa. Museo di Salò, per il quale ha curato mostre di respiro internazionale.
La reazione della comunità
La notizia è stata accolta con entusiasmo dalla cittadinanza. Nei commenti diffusi dopo l’annuncio sono stati sottolineati il valore culturale dell’attività svolta, l’impegno nello studio e nella divulgazione, oltre alle qualità personali attribuite alla studiosa, tra cui garbo e compostezza.
Il riconoscimento viene così presentato come un motivo di orgoglio per la comunità salodiana e come un omaggio a una figura il cui lavoro ha avuto ricadute non soltanto locali, ma anche nel panorama culturale nazionale.