Non una semplice commemorazione, ma un percorso di studio dedicato a una ferita ancora centrale per comprendere il territorio friulano. A Latisana, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966, l’Istituto Enrico Mattei ha aperto una mostra realizzata da studenti e docenti, dedicata alla memoria della tragedia e ai temi della sicurezza idraulica.
La visita all’esposizione si è svolta nella mattinata di mercoledì 4 novembre 2026. A incontrare la comunità scolastica è stato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, accompagnato dal sindaco Lanfranco Sette e dalla dirigente scolastica Angela Napolitano. Il percorso, intitolato Le fotografie parlano ai giovani: ricordo e memoria delle alluvioni di Latisana, ha riunito documenti, immagini, testimonianze e materiali di approfondimento.
Un progetto costruito dagli studenti
L’esposizione nasce dall’attività del gruppo Ricordiamoci dell’Istituto Mattei, con il supporto dei docenti Battistuta, Pappalardo, Tancredi e Russo. Le studentesse delle classi quarte e quinte hanno accompagnato i visitatori, mentre gli alunni della quinta A e della seconda B dell’indirizzo Scienze applicate hanno partecipato alle attività di analisi, ricerca e divulgazione.
Il lavoro ha permesso di restituire ai ragazzi la dimensione storica di quanto accadde in città e di collegare il passato alle questioni ancora aperte. Le immagini del 1966 sono state utilizzate non soltanto per ricostruire gli eventi, ma anche per riflettere sull’impatto che un fenomeno estremo può avere sulla vita di una comunità e sulla percezione del rischio.
Nel confronto con gli studenti, Fedriga ha sottolineato il valore del metodo di ricerca e la necessità di verificare le informazioni, distinguendo le fonti attendibili dai contenuti scorretti o manipolati. Un tema considerato particolarmente rilevante in un contesto in cui i social network contribuiscono a diffondere rapidamente versioni non sempre verificate dei fatti.
La sicurezza lungo il Tagliamento
La visita ha offerto anche l’occasione per richiamare il tema della difesa idraulica nella Bassa friulana e il percorso degli interventi regionali destinati a ridurre l’esposizione alle piene del Tagliamento. Tra le opere ricordate figura la diaframmatura degli argini in sinistra idrografica nel tratto compreso tra la zona dell’ospedale di Latisana e l’area a valle di Gorgo, conclusa nel dicembre 2023.
Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza di proseguire con interventi programmati e basati su valutazioni scientifiche, tenendo conto delle caratteristiche ambientali del fiume. L’obiettivo indicato è proteggere persone, abitazioni, attività economiche e infrastrutture, mantenendo il confronto con le comunità interessate.
Il ricordo dell’alluvione del 1966 è stato così collegato alle recenti ondate di maltempo che hanno interessato il Friuli Venezia Giulia e alla vulnerabilità di diversi territori. La mostra del Mattei trasforma quindi la memoria locale in uno strumento di educazione e prevenzione, riportando l’attenzione sulla sicurezza del territorio e sulle responsabilità verso le generazioni future.