Le interruzioni sulla Linea 2 della metropolitana di Napoli finiscono al centro di un esposto presentato alla Procura della Repubblica. A depositarlo è l’Aidacon Consumatori, che chiede chiarimenti sulla mancata riapertura del collegamento tra Campi Flegrei e Bagnoli, fermo da cinque mesi nonostante la galleria interessata dall’emergenza si trovi in un altro tratto della linea.
La sospensione è legata alla presenza di un’elevata concentrazione di anidride carbonica nella Galleria Flegrea, tra le stazioni di Bagnoli-Agnano Terme e Pozzuoli-Solfatara. Il problema riguarda quindi il segmento compreso tra Bagnoli e Pozzuoli, ma le corse continuano a fermarsi alla stazione di Campi Flegrei. Restano così escluse dal servizio anche Cavalleggeri Aosta e Bagnoli.
Le richieste dei pendolari
La situazione coinvolge pendolari, comitati civici e associazioni dell’area. Per raggiungere le stazioni rimaste senza treni, gli utenti possono utilizzare le navette sostitutive, che secondo le segnalazioni raccolte dall’Aidacon non avrebbero tabelle orarie né indicazioni chiare sulle fermate, oppure percorrere a piedi il tratto fino a Campi Flegrei.
Nel tavolo tecnico di martedì, Rfi non ha indicato una data per la riapertura dell’intera tratta. L’assenza di un cronoprogramma ha alimentato le richieste di chiarimento, anche perché, secondo l’associazione, finora nessun ente avrebbe spiegato per quale motivo il tratto Campi Flegrei-Bagnoli resti chiuso pur non attraversando direttamente la galleria interessata dalla presenza di CO₂.
L’esposto alla Procura
Il presidente dell’Aidacon, Carlo Claps, sostiene che Rfi e Trenitalia debbano chiarire le ragioni della prolungata interruzione di un servizio pubblico. Nell’esposto viene sollevato anche il dubbio che la chiusura possa essere collegata ai lavori per la nuova fermata Porta del Parco, in corso sulla tratta. L’associazione ricorda che gli interventi erano previsti tra dicembre e aprile e chiede di verificare se l’emergenza sia stata utilizzata per anticipare il cantiere.
Le spiegazioni finora fornite da Rfi hanno fatto riferimento all’emergenza determinata dall’anidride carbonica nella galleria di Pozzuoli. Per l’Aidacon, invece, resta da chiarire la situazione del segmento verso Bagnoli: se esiste una ragione tecnica, sostiene l’associazione, deve essere documentata; in caso contrario, il tratto dovrebbe essere riaperto. Intanto, per i residenti dei quartieri interessati, la sospensione continua a tradursi in disagi e collegamenti sostitutivi ritenuti insufficienti.