Ad Alkmaar i bianconeri arrivano all’appuntamento europeo con qualche segnale incoraggiante, ma anche con una situazione di emergenza che continua a condizionare le scelte di Luciano Spalletti. Tra le poche certezze a disposizione del tecnico c’è Nick Woltemade, sempre più centrale nel progetto offensivo della squadra.
Il gigante tedesco, già protagonista nelle prime tre uscite continentali contro NEC, Celta Vigo e Rennes, ha trovato la via del gol in tutte le occasioni. Contro l’AZ Alkmaar proverà a prolungare la propria striscia positiva, inseguendo un traguardo che nella storia juventina appartiene a pochissimi.
La lista degli indisponibili resta particolarmente lunga. Sono sette i giocatori ai box per problemi fisici: Yildiz, Locatelli, Thuram, Conceiçao, Celik, Nico Gonzalez e Grabara. A questi si aggiungono Zhegrova, Rugani e Milik, esclusi dalla lista UEFA, oltre a McKennie, fermato da un affaticamento e lasciato a riposo in vista della delicata trasferta di Firenze. In questo scenario Woltemade rappresenta una risorsa fondamentale, non soltanto per la capacità di finalizzare, ma anche per il contributo alla costruzione della manovra.
L’attaccante cresciuto a Brema possiede caratteristiche particolari: non è il classico centravanti che aspetta esclusivamente il pallone in area, ma partecipa attivamente alla gestione del possesso, dialoga con i compagni e sa accompagnare le ripartenze. Un profilo che sembra adattarsi sempre meglio alle esigenze della Juventus e che, almeno finora, sta offrendo garanzie superiori rispetto a Randal Kolo Muani. Il francese, arrivato con un investimento potenziale da 50 milioni di euro, non ha ancora convinto pienamente, mentre il tedesco, approdato in prestito, sta dimostrando maggiore incisività nelle scelte offensive.
La sfida olandese potrebbe inoltre permettere a Woltemade di entrare in una ristretta cerchia di protagonisti bianconeri. Soltanto Roberto Baggio e Darko Kovacevic erano riusciti a segnare nelle prime quattro partite europee disputate con la maglia della Juventus.
Il Divin Codino arrivò a cinque reti nella Coppa delle Coppe del 1990, mentre Kovacevic raggiunse quota sette in Coppa UEFA nel 1999. Un precedente importante che rende ancora più interessante la serata dell’attaccante tedesco.
Nel frattempo Spalletti può contare sulla fiducia della società, ribadita anche durante l’Assemblea degli azionisti all’Allianz Stadium. L’amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali ha confermato il sostegno del club nei confronti dell’allenatore: «Il nostro tecnico? Lo sosteniamo…». Un attestato importante per un tecnico chiamato a trovare continuità in una fase della stagione tutt’altro che semplice.
I sette punti raccolti prima della quarta giornata europea rappresentano comunque una base da cui ripartire. Il calendario, però, non concede pause: dopo l’impegno contro l’AZ ci sarà appena il tempo di preparare la trasferta di Firenze, in programma a sole 72 ore di distanza. Per la Juventus la Champions League diventa così un’occasione per ritrovare fiducia prima di tornare a concentrarsi sul campionato. E con Woltemade in questo stato di forma, le speranze bianconere passano inevitabilmente anche dai suoi gol.