Sardegna

Appello da Sant’Antioco per certificati sportivi gratuiti

Il sindaco Ignazio Locci sollecita l’attuazione dello stanziamento destinato agli atleti sardi minorenni

Con l’avvio della stagione delle visite mediche per l’attività sportiva, torna al centro dell’attenzione il sostegno alle famiglie degli atleti minorenni. Per praticare attività nelle società e associazioni sportive è infatti necessario ottenere il certificato di idoneità sportiva non agonistica.

Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, chiede alla Regione Sardegna di rendere operativa la misura prevista dalla legge regionale n. 20 del 21 settembre 2026. La norma ha stanziato un milione di euro all’anno per il triennio 2026-2028, con l’obiettivo di rimborsare le spese sostenute dagli atleti sardi minorenni per il rilascio della certificazione.

La richiesta alla Giunta regionale

Secondo quanto riferito dal primo cittadino, non sarebbero ancora state emanate le disposizioni attuative della Giunta regionale necessarie per consentire l’accesso ai rimborsi. Il rischio, sottolinea Locci, è che lo stanziamento non possa essere utilizzato proprio nel periodo in cui ragazzi e ragazze devono sottoporsi alle visite per iscriversi o partecipare alle attività sportive.

La norma è stata pensata per favorire l’accesso allo sport e sostenere i nuclei familiari nei costi legati agli adempimenti sanitari richiesti. L’obiettivo è consentire ai minorenni di praticare attività fisica in sicurezza, senza che la spesa per il certificato rappresenti un ostacolo alla partecipazione.

Il rischio di soluzioni provvisorie

Nel suo intervento, il sindaco di Sant’Antioco mette in guardia anche dal possibile ricorso a soluzioni improvvisate, come visite effettuate direttamente negli spogliatoi delle strutture sportive. Un’eventualità che, a suo giudizio, sarebbe paradossale in presenza di una disposizione legislativa che prevede già un sostegno economico.

Da qui la richiesta alla Regione di accelerare l’adozione delle linee guida e delle procedure necessarie. Le risorse risultano già stanziate, ma devono essere rese concretamente disponibili attraverso le modalità operative previste. Per Locci, il sostegno alla pratica sportiva giovanile deve tradursi in interventi effettivi a favore dei ragazzi e delle loro famiglie.