La pioggia non ha fermato a Cattolica le celebrazioni del 4 novembre, dedicate alla Festa dell’Unità nazionale, alla Giornata delle Forze Armate e alla commemorazione dei caduti di tutte le guerre. La ricorrenza ha riunito autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, cittadini e cittadine, in un momento di memoria e riflessione sui valori della Repubblica, della Carta Costituzionale e della convivenza democratica.
Il Comune ha partecipato con il gonfalone della città alle celebrazioni svolte contemporaneamente a Rimini. Il primo momento si è tenuto al monumento ai caduti in mare, in piazzale Galluzzi, al Porto di Cattolica, dove sono stati eseguiti il rito dell’alzabandiera e la deposizione delle corone. Il raduno, presieduto dalla sindaca Franca Foronchi e dagli assessori della Giunta, si è poi spostato nella sala del Consiglio comunale di Palazzo Mancini.
Il richiamo alla pace e alla Costituzione
Alla seconda parte della cerimonia hanno preso parte anche gli studenti e le studentesse della scuola secondaria di primo grado, insieme ai docenti e alla dirigente scolastica Claudia Caracciolo. Nel suo intervento, la sindaca ha sottolineato che la pace non può essere considerata un valore scontato, soprattutto in una fase storica in cui la guerra è tornata a interessare diverse aree del mondo.
Foronchi ha richiamato il ruolo della scuola nella formazione dei cittadini e ha invitato i ragazzi a conoscere la Costituzione e a considerarla una guida. Secondo la prima cittadina, i principi di pace, libertà, democrazia e tutela dei diritti devono essere conosciuti, difesi e praticati nella vita quotidiana. Nel suo intervento ha inoltre evidenziato il ruolo delle Forze Armate nelle emergenze naturali, nelle attività di soccorso e nelle missioni internazionali, auspicando che siano sempre associate a un’idea di servizio e di pace.
Gli studenti al centro della celebrazione
È intervenuta anche Elisabetta Raschi, presidente della sezione cattolichina dell’Associazione nazionale combattenti e reduci. Rivolgendosi agli studenti, ha ricordato che la Costituzione rappresenta la base della vita civile e che democrazia e unità nazionale richiedono un impegno continuo. Ai ragazzi ha affidato il compito di contribuire, attraverso le proprie scelte, alla costruzione di una società più consapevole, giusta e unita.
Gli studenti hanno partecipato alla mattinata con la lettura di alcuni articoli della Costituzione e di poesie, tra cui San Martino del Carso, La lingua della terra, La pace e Il colore della pace. Il programma ha incluso anche l’esecuzione corale della canzone Il mio nome è mai più, mentre i docenti hanno illustrato il lavoro svolto durante l’anno a partire dalla lettura e dall’analisi dell’Inno di Mameli.
Una tregua del maltempo ha consentito infine di raggiungere il Monumento alla Pace, in piazzale Roosevelt, per un’ulteriore deposizione. Le celebrazioni sono state accompagnate dalla musica della Banda di Colombarone e Fiorenzuola di Focara, diretta dal presidente Fiorino Della Martera.