Isernia (IS)

Autogestione al liceo di Isernia contro carovita e spese militari

Circa cento ragazzi resteranno nell’istituto sino a sabato con laboratori civici e presidio notturno.

Al termine delle lezioni, circa 100 studenti del liceo Scientifico Majorana Fascitelli di Isernia hanno deciso di non lasciare l’istituto e hanno avviato un’autogestione. L’iniziativa, annunciata fino a sabato, nasce dalla volontà di portare all’interno della scuola le ragioni della mobilitazione studentesca in corso in diverse città italiane.

Le richieste degli studenti

Al centro della protesta ci sono il carovita e la richiesta di destinare maggiori risorse all’istruzione, riducendo invece quelle previste per gli armamenti. Gli studenti hanno spiegato che nei prossimi giorni organizzeranno laboratori di cittadinanza per discutere e sensibilizzare i compagni sui temi alla base della mobilitazione.

I promotori hanno precisato che non si tratta di un’occupazione, ma di una forma di autogestione pensata per non interrompere il servizio scolastico. L’iniziativa è stata descritta come pacifica e non violenta, con una netta presa di distanza da eventuali atti vandalici. Nel corso della giornata, al primo gruppo di partecipanti se ne sono aggiunti altri, fino a formare un presidio organizzato e coordinato.

Il confronto con la scuola

La protesta è stata discussa con la dirigente scolastica Carmelina Di Nezza, in un confronto che ha portato a un accordo sulle modalità dell’iniziativa. Agli studenti sarà consentito rimanere nella sede del Majorana anche durante la notte, mentre la dirigente, i docenti, il personale di segreteria e i collaboratori scolastici potranno accedere all’edificio.

Gli studenti hanno definito l’autogestione un’occasione per affrontare temi di interesse generale e costruire una forma di contestazione responsabile. Il presidio proseguirà fino a sabato, con attività e momenti di discussione organizzati all’interno dell’istituto.

La mobilitazione si inserisce nel percorso avviato a Isernia lunedì 26 ottobre, quando circa duemila studenti avevano partecipato a una manifestazione pacifica lungo le vie della città. In quell’occasione erano state ribadite le preoccupazioni per il costo della vita e per le scelte di bilancio, con la richiesta di maggiori investimenti nei servizi e nell’istruzione.