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Sarri: “Serve compattezza, dobbiamo tornare a crederci”

Il tecnico è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Atalanta-Kairat Almaty (domani, ore 18.45). Ecco le sue dichiarazioni.

Sarri: “Serve compattezza, dobbiamo tornare a crederci”

Non bastano gli schemi, le occasioni create o una buona prestazione per uscire dalla crisi. Maurizio Sarri chiede alla sua Atalanta qualcosa di più profondo: ritrovare carattere, unità e soprattutto la capacità di reagire ai momenti negativi. Alla vigilia della sfida di Conference League contro il Kairat Almaty, il tecnico nerazzurro torna sulla pesante sconfitta contro il Parma e indica la strada per invertire la rotta. Una strada che passa anche dal rafforzamento dei rapporti all’interno dello spogliatoio.

La squadra sta cercando di ricompattarsi attraverso un lavoro che va oltre il campo, con momenti di confronto collettivo e individuale e una maggiore condivisione della quotidianità.

«L’obiettivo è ricompattarci, avere un rapporto ancora più stretto tra noi, stare insieme anche senza parlare di calcio, costruendo rapporti interpersonali più forti», ha spiegato Sarri. «Questo dà personalità e compattezza a tutte le componenti, dallo staff alla società».

Un tentativo di ritrovare quella coesione che sembra essersi smarrita nelle ultime settimane. Il tecnico, però, non drammatizza la situazione e ricorda di aver già affrontato momenti simili nel corso della carriera.

«A me cambia poco, se non il fatto di non cenare a casa, perché solitamente arrivo al mattino presto e vado via alla sera. Situazioni del genere mi sono già capitate: a volte ne sono uscito e altre no. Se ne esce con la coerenza. Oggi sono capace di accettarle e affrontarle».

Sarri torna sul Parma: «Dodici occasioni contro tre, ma ci siamo spenti»

Il pesante 0-3 contro il Parma continua inevitabilmente a pesare sull’ambiente atalantino. Eppure Sarri, analizzando la partita, distingue nettamente gli aspetti tecnici da quelli caratteriali.

«Cerco di tenere l’uomo separato dall’allenatore. Le cose che prima non venivano stanno cominciando a venire, perché nel primo tempo la squadra ha fatto quello che avevamo preparato nei giorni precedenti», ha sottolineato.

Il problema, secondo l’allenatore, non è stato tanto nella costruzione del gioco quanto nella capacità di reagire agli episodi sfavorevoli.

«Dobbiamo riflettere sul perché un episodio negativo ci porti a spegnerci. A volte ci sono anche delle casualità: secondo le statistiche abbiamo avuto dodici occasioni da gol contro tre. C’è tanta responsabilità nei momenti determinanti, sembriamo poco cattivi».

Sarri non nasconde quindi la soddisfazione per alcuni aspetti della prestazione, ma punta il dito contro una fragilità mentale che considera molto più preoccupante degli errori tattici.

«Se devo parlare di calcio, sono molto soddisfatto del primo tempo. Sono stati gli aspetti non tattici a crearci problemi e dobbiamo lavorare su quelli».

Atalanta, il problema è mentale: «Abbiamo smesso subito di crederci»

Il tecnico ha raccontato anche il lavoro svolto negli ultimi giorni per comprendere le ragioni delle difficoltà nerazzurre.

La squadra ha affrontato una serie di incontri collettivi e individuali, con l’obiettivo di individuare le criticità e trovare soluzioni condivise. Un percorso che coinvolge non soltanto i giocatori, ma anche lo staff e la società.

«Sono emerse delle cose nostre, sulle quali stiamo cercando di lavorare sotto tutti i punti di vista. Alcuni aspetti restano tra me e i giocatori ed è giusto così», ha spiegato Sarri.

L’allenatore continua a difendere la qualità del lavoro svolto sul campo, pur riconoscendo due limiti evidenti: la scarsa concretezza offensiva e le disattenzioni difensive.

«Se parliamo di calcio, sono contento, esclusa la capacità di trasformare in gol quello che proviamo e una certa leggerezza difensiva. Poi ci sono altri aspetti che incidono, come la lucidità e le reazioni. Di quelli non sono contento».

È soprattutto la resa psicologica mostrata contro il Parma ad aver lasciato il segno.

«Potevamo rimettere a posto la partita, invece abbiamo smesso subito di crederci. Questo non mi piace. Il resto si può allenare sul campo, ma questo è un problema molto più difficile da risolvere».

Un messaggio diretto alla squadra: per uscire dalla crisi non basterà giocare bene, servirà dimostrare di saper reagire anche quando le partite prendono una piega negativa.

Conference, arriva il Kairat: Scamacca prova il recupero

Il calendario non concede pause. L’Atalanta è attesa dalla sfida di Conference League contro il Kairat Almaty, un appuntamento che potrebbe rappresentare l’occasione per ritrovare fiducia e risultati.

Sarri, però, mette in guardia dal sottovalutare l’avversario, soprattutto considerando il momento attraversato dalla sua squadra.

«La partita sarà difficile per le nostre difficoltà attuali. Loro hanno giocato e perso contro squadre come Inter e Arsenal, quindi non possiamo aspettarci niente di semplice», ha avvertito.

Uno dei principali interrogativi riguarda Gianluca Scamacca, ancora alle prese con il recupero fisico.

«Scamacca sta provando a esserci, vediamo se riusciremo a farlo giocare. L’allenamento di oggi sarà decisivo».

Il centravanti resta dunque in dubbio, mentre lo staff dovrà valutare attentamente le condizioni dell’intero gruppo.

L’accumulo degli impegni sta infatti cominciando a pesare sulle gambe dei giocatori.

«Quando si accumulano le partite, la quarta settimana diventa molto difficile. Dobbiamo capire chi potrà riposare ancora e chi invece sarà in grado di giocare».

Spazio ai giovani? Sarri aspetta le ultime valutazioni

La gestione delle energie potrebbe aprire qualche opportunità anche ai più giovani, ma Sarri preferisce non sbilanciarsi.

«Vedremo domattina in base a chi sarà disponibile. Poi decideremo se ci sarà spazio per qualche giovane oppure no», ha spiegato.

Le scelte saranno condizionate soprattutto dalle condizioni fisiche dei calciatori, con particolare attenzione a chi sta rientrando dagli infortuni e a chi ha accumulato un numero elevato di minuti.

L’obiettivo è avere un quadro il più possibile preciso degli affaticamenti e dei tempi di recupero, evitando rischi inutili in una fase particolarmente delicata della stagione.

La questione leadership: «Qualcuno deve incidere di più»

Tra i temi affrontati dal tecnico c’è anche quello della personalità all’interno dello spogliatoio. Un aspetto che Sarri considera fondamentale per superare le difficoltà.

Secondo l’allenatore, alcuni giocatori avrebbero le caratteristiche per assumersi maggiori responsabilità, ma non sono ancora abituati a esercitare un ruolo di guida.

«Qualcuno potrebbe incidere di più sul gruppo. Sono giocatori che non sono abituati a farlo e dovranno compiere un percorso graduale. Cerchiamo di farli crescere, vedremo se arriveranno velocemente a quel punto».

Parole che confermano come la ricostruzione dell’Atalanta non riguardi soltanto il rendimento sul terreno di gioco, ma anche la capacità di trovare nuovi riferimenti all’interno della squadra.

La sfida contro il Kairat diventa così molto più di un semplice appuntamento europeo. È un’occasione per verificare se il lavoro degli ultimi giorni abbia cominciato a produrre risultati.

Sarri non chiede alla sua Atalanta di cambiare identità, ma di ritrovare la forza di reagire. Perché le occasioni create e il gioco espresso possono rappresentare una base importante, ma senza cattiveria, compattezza e convinzione anche una buona prestazione rischia di trasformarsi nell’ennesima delusione.