La segreteria dell’Unione comunale del Partito democratico di Livorno interviene sulle mobilitazioni studentesche organizzate negli ultimi giorni in città e in diverse località italiane. In una nota, il partito esprime solidarietà alle ragazze e ai ragazzi impegnati in assemblee permanenti e occupazioni in numerosi istituti superiori livornesi e critica le scelte del Governo sull’organico della scuola pubblica.
Secondo il Pd, nella legge di Bilancio 2027 sarebbe previsto un ulteriore taglio di circa 7mila unità di personale, tra docenti e personale Ata. La riduzione si sommerebbe agli 8mila posti già indicati nella manovra 2025, portando, nell’arco di tre anni, a quasi 15mila posti in meno. Il partito considera la decisione sbagliata perché, a suo giudizio, tratta l’istruzione come una voce di spesa da ridimensionare invece che come un investimento sul futuro del Paese.
La critica alla riduzione degli organici
Nel documento, la segreteria dem riconosce che il calo delle nascite sta determinando una diminuzione progressiva del numero degli studenti, ma contesta che questo fenomeno possa essere affrontato soltanto attraverso una riduzione proporzionale di insegnanti e collaboratori scolastici. Per il Pd, servirebbero invece politiche dedicate alle opportunità lavorative, alla qualità dell’occupazione giovanile e al welfare.
La nota collega inoltre la protesta alle condizioni quotidiane vissute nelle scuole. Tra i problemi indicati figurano l’edilizia scolastica in cattivo stato, i riscaldamenti non sempre adeguati, la carenza di laboratori e la scarsità di spazi di aggregazione. A questi elementi si aggiungono, secondo il partito, il caro-libri, i costi dei trasporti e la mancanza di sostegni sufficienti per le famiglie con minori disponibilità economiche.
Il sostegno alle mobilitazioni
Per la segreteria del Pd, le rivendicazioni degli studenti non sono riconducibili a un capriccio o al desiderio di saltare le lezioni, ma riflettono preoccupazioni concrete sul futuro. Nel testo vengono richiamati anche la precarietà del lavoro, i bassi salari e la scarsa valorizzazione del merito. La scuola, si legge nella nota, dovrebbe rappresentare uno strumento di mobilità sociale e offrire competenze per affrontare temi come la transizione ecologica, le nuove tecnologie e la costruzione della pace.
Il partito accusa il Governo Meloni di non ascoltare le richieste provenienti dalle piazze e parla di una distanza crescente tra le decisioni assunte a livello nazionale e la realtà degli istituti. La segreteria sostiene che ignorare la partecipazione giovanile costituirebbe un errore politico e culturale e chiede di riportare la scuola pubblica tra le priorità dell’agenda nazionale.
La presa di posizione si conclude con il sostegno alle iniziative in corso a Livorno. Per il Pd, affiancare gli studenti significa difendere la scuola pubblica come bene comune e riconoscere nelle loro richieste una domanda di diritti, risorse e prospettive per le nuove generazioni.