La morte di due giovani nell’incendio divampato al Magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste riaccende il confronto sulle politiche di accoglienza. A intervenire sono il segretario provinciale della Cgil, Massimo Marega, e il segretario regionale, Michele Piga, che definiscono l’accaduto una tragedia capace di interrogare la comunità civile di Trieste, del Friuli Venezia Giulia e dell’intero Paese.
Il tema dell’accoglienza
Secondo i due esponenti sindacali, il dramma non può essere considerato soltanto come un episodio isolato, ma deve riportare al centro il tema dell’accoglienza e dell’integrazione. La Cgil parla di una questione epocale che continua a non trovare risposte strutturali e critica l’impostazione adottata a Trieste, dove, a loro giudizio, l’accoglienza avrebbe lasciato spazio a una logica securitaria.
Marega e Piga sostengono inoltre che la tragedia sia resa ancora più grave dal fatto che, nello stesso territorio, la rete di ricezione e accoglienza disporrebbe di decine di posti non utilizzati. Da qui la contestazione rivolta a chi governa la città e la regione, accusato di non affrontare in modo adeguato la situazione dei richiedenti asilo e di lasciare senza risposte una parte delle persone presenti sul territorio.
La posizione del sindacato
Nel loro intervento, i rappresentanti della Cgil criticano anche gli ostacoli che, secondo quanto affermano, renderebbero più difficile l’azione volontaria di persone e associazioni impegnate nell’assistenza. Il sindacato richiama così la necessità di un sistema organizzato, fondato su accoglienza e integrazione, invece di affidare il sostegno alle iniziative spontanee per compensare le carenze delle istituzioni.
La Cgil ha partecipato anche alla manifestazione di solidarietà in piazza Libertà, organizzata dopo la tragedia. Per il sindacato, il presidio può rappresentare un punto di svolta e contribuire a interrompere quella che viene definita una lunga stagione di indifferenza. Al centro della presa di posizione restano le due vittime dell’incendio e la richiesta di un confronto pubblico sulle condizioni di accoglienza a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia.