Forli' (FC)

Electrolux, a Forlì 15 milioni ma restano 194 esuberi

La proposta in discussione conferma il sito romagnolo, ma lega il rilancio a un ridimensionamento dell’organico.

Sono riprese al Mimit le trattative sul futuro di Electrolux in Italia. Al tavolo siedono le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dell’azienda e le istituzioni, con il confronto presieduto dal ministro Urso. L’obiettivo è arrivare a un’intesa sostenibile e condivisa, in grado di tutelare i livelli occupazionali e garantire la continuità produttiva degli stabilimenti del gruppo.

Il piano per lo stabilimento

Le parti stanno esaminando la bozza di accordo presentata dai vertici di Electrolux, nella prospettiva di arrivare a un testo definitivo che tenga conto delle richieste dei sindacati, del Governo, degli enti locali e della multinazionale svedese. Per il sito di Forlì, il documento conferma la centralità strategica dello stabilimento di viale Bologna e prevede 15 milioni di euro di investimenti in tre anni.

Le risorse dovrebbero essere destinate al rinnovo dell’offerta, all’evoluzione dei processi industriali e al miglioramento dell’efficienza operativa. Secondo quanto riferito dai responsabili dell’azienda, il nuovo assetto produttivo prevederebbe una capacità di 1.283 milioni di pezzi all’anno e 13 linee produttive: sette dedicate ai forni elettrici, una alla tecnologia a gas e cinque ai piani cottura.

Per i forni, il piano punta su soluzioni più tecnologiche e di maggiore valore. Per i piani cottura, invece, l’obiettivo sarebbe valorizzare le competenze distintive del sito, senza concentrarsi esclusivamente sulle produzioni premium più complesse. Il progetto, tuttavia, resta ancora in fase di valutazione e dovrà essere esaminato dalle rappresentanze sindacali e dal ministro.

Il nodo occupazionale

La principale criticità riguarda gli organici. Le eccedenze indicate nella bozza scenderebbero a 194 lavoratori. Non si tratterebbe di licenziamenti diretti, ma di una riduzione occupazionale programmata attraverso incentivi economici all’esodo, accompagnamenti alla pensione per chi possiede i requisiti, ricollocazioni interne, percorsi di riqualificazione professionale, ammortizzatori sociali e uscite volontarie.

A illustrare i contenuti del documento è l’assessore Bravi, secondo cui la proposta presenta per il territorio due aspetti contrapposti. Da una parte, la conferma di Forlì come stabilimento strategico, con nuovi investimenti e il mantenimento delle produzioni a maggiore contenuto tecnologico. Dall’altra, la previsione di 194 posti di lavoro a rischio, considerata una criticità significativa per l’occupazione locale.

L’assessore ha inoltre sottolineato che i volumi produttivi indicati rappresentano obiettivi del piano e non risultati già acquisiti. Per questo, la valutazione definitiva dell’accordo dipenderà dalla capacità di tradurre gli investimenti e la conferma industriale in una tutela concreta dei lavoratori coinvolti. Il testo resta quindi al vaglio delle parti, prima di un’eventuale intesa conclusiva.