Rieti (RI)

A Rieti il dialogo tra cultura d’impresa e patrimonio

Il dipinto dei Musei Capitolini sarà al centro di un confronto su sviluppo, formazione e attrattività locale.

Mercoledì 4 novembre 2026, alle 15.30, la Sala degli Specchi del Teatro Flavio Vespasiano di Rieti ospiterà l’evento Cultura, Impresa e Territorio. Dal Ratto delle Sabine alla costruzione di un patrimonio condiviso. L’iniziativa è promossa dalla Città di Rieti e da Unindustria con l’obiettivo di mettere in relazione il patrimonio artistico, il mondo produttivo e le prospettive di sviluppo della comunità locale.

Al centro dell’incontro ci sarà Il Ratto delle Sabine di Pietro da Cortona, opera custodita nella Pinacoteca dei Musei Capitolini di Roma ed esposta temporaneamente a Rieti. Il dipinto sarà il punto di partenza per una riflessione sul ruolo dei beni culturali nella crescita dei territori, nella formazione dei giovani e nella capacità di attrarre imprese e competenze.

Il programma dell’incontro

La giornata sarà aperta dai saluti istituzionali di Stefano Cenci, vicepresidente Organizzazione e Rapporti Associativi di Unindustria e attualmente reggente della sede di Rieti, e di Letizia Rosati, assessore alla Cultura, Scuola e Università del Comune di Rieti. Seguirà una sessione di approfondimento coordinata da esponenti dell’ambito culturale ed economico.

Tra i relatori figurano Sergio Guarino, storico dell’arte e già curatore della Pinacoteca Capitolina, Francesco Aliperti, amministratore di Archeoares, e Massimiliano Filippini, rappresentante di Cameraworks. Le conclusioni saranno affidate a Nicola Piepoli, presidente onorario dell’Istituto Piepoli, con un intervento dedicato al tema I beni culturali nell’economia dei territori. Come costruire il futuro.

Il legame con il territorio

L’appuntamento rientra nella XXV edizione della Settimana della Cultura d’Impresa, manifestazione promossa a livello nazionale da Confindustria e Museimpresa. Il confronto di Rieti punta a evidenziare il rapporto tra le istituzioni culturali e le aziende, considerate non soltanto come realtà economiche, ma anche come depositarie di conoscenze, competenze e valori legati all’identità dei luoghi.

Secondo Letizia Rosati, l’esposizione dell’opera di Pietro da Cortona rappresenta un’occasione per rafforzare il legame tra tutela del patrimonio, crescita condivisa, formazione e attrattività territoriale. Stefano Cenci sottolinea invece la necessità di costruire alleanze stabili tra il mondo produttivo e le istituzioni culturali, sostenendo che l’investimento nei beni culturali possa contribuire a rendere i territori più attrattivi per le imprese e per i giovani talenti.