Lombardia

Trasporto sociale, 70mila euro per la rete del Lecchese

Le richieste crescono e l’età dei veicoli avanza: sotto esame anche volontari e accordi con i municipi.

Fondazione Comunitaria del Lecchese, Fondazione Cariplo e Impresa Sociale Girasole hanno stanziato complessivamente 70mila euro per sostenere gli enti che garantiscono il trasporto sociale nella provincia di Lecco. L’intervento nasce dalle difficoltà affrontate dalle associazioni di volontariato, alle prese con l’aumento del costo dei carburanti, delle manutenzioni e delle polizze assicurative.

La quota principale, pari a 60mila euro, è stata messa a disposizione dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese e da Fondazione Cariplo. Altri 10mila euro sono arrivati dall’Impresa Sociale Girasole. Le risorse sono state distribuite in base ai chilometri percorsi nel 2025, ma l’iniziativa è servita anche a fare il punto sulle dimensioni e sulle prospettive del servizio.

Una rete estesa a gran parte della provincia

L’indagine presentata dalla Fondazione ha coinvolto 19 enti, che raggiungono 75 degli 84 comuni della provincia, con una copertura dell’89,3%. Nel triennio 2023-2025 sono stati effettuati oltre 256mila viaggi, con una crescita del 18,1% tra il primo e l’ultimo anno considerato. I mezzi impiegati hanno percorso complessivamente 4.638.498 chilometri.

Il parco veicoli conta 151 mezzi: 125 di proprietà delle associazioni e 26 concessi in comodato d’uso. Più del 45% dei veicoli ha oltre dieci anni, un elemento che rende urgente un rinnovamento progressivo. Anche la transizione ecologica resta una sfida: il 58,9% dei mezzi è alimentato a diesel, il 31,8% a benzina, il 6% è elettrico e il 3,3% ibrido.

Domanda in crescita e nuove necessità

Secondo i dati raccolti, 17 enti su 19 sono sostenuti dai comuni attraverso convenzioni, ma i rapporti con le amministrazioni risultano ancora disomogenei. Tra gli obiettivi indicati figurano quindi il rafforzamento della collaborazione istituzionale, il rinnovo dei mezzi e l’aumento del numero di volontari.

La domanda cresce per effetto dell’invecchiamento della popolazione, della maggiore diffusione delle patologie croniche e dell’aumento dei bisogni assistenziali. A questo si aggiunge la riduzione della disponibilità di familiari e caregiver, mentre la distribuzione frammentata delle strutture sanitarie rende più complessi gli spostamenti delle persone fragili.

Il rincaro del carburante e l’aumento delle spese di manutenzione e assicurazione incidono direttamente sui bilanci degli enti. Per questo, oltre al contributo attuale, resta aperto il confronto sulla necessità di individuare forme di sostegno strutturali per una rete che serve 75 comuni e risponde a una domanda destinata a crescere.